Petrolio WTI in tensione: geopolitica e tecnica si incontrano sui livelli chiave

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Sul grafico daily del petrolio WTI emerge una “hanging man” in area 65 dollari: rimbalzo a rischio o nuova gamba rialzista?

Petrolio WTI in tensione: geopolitica e tecnica si incontrano sui livelli chiave
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Il prezzo del petrolio WTI torna sotto i riflettori

Il prezzo del petrolio WTI torna sotto i riflettori in una seduta caratterizzata da un deciso recupero delle quotazioni, alimentato da timori geopolitici e da un contesto tecnico che inizia a mostrare segnali di possibile affaticamento del rimbalzo.

Il mercato guarda con crescente attenzione ai colloqui tra Stati Uniti e Iran

Sul fronte macro-geopolitico, il mercato guarda con crescente attenzione ai colloqui odierni tra Stati Uniti e Iran, temendo un esito non favorevole che possa riaccendere le tensioni sul fronte delle forniture energetiche.

A questo si aggiunge il dossier sanzioni: la Commissione europea sta consultando i partner del G7 su un possibile divieto totale dei servizi marittimi al petrolio russo, mossa che – se attuata – rafforzerebbe ulteriormente il quadro sanzionatorio nei confronti di Mosca e potrebbe avere implicazioni rilevanti sull’offerta globale.

In questo contesto, il WTI del Texas è salito di circa l’1,2%, riportandosi in area 64 dollari al barile, livelli che coincidono con una zona tecnica di particolare rilevanza.

Focus sull’analisi tecnica

Dal punto di vista grafico, il movimento delle ultime settimane appare come un rimbalzo ordinato dai minimi di area 55 dollari, sviluppatosi lungo una trend line rialzista di breve periodo ben definita.

Questo recupero ha riportato i prezzi in prossimità del 50% di ritracciamento di Fibonacci del precedente impulso ribassista, collocato in area 65–65,5 dollari.

Proprio su questi livelli il grafico daily segnala la comparsa di una candela “hanging man”, una configurazione tipicamente associata a potenziali segnali di esaurimento del trend rialzista quando si manifesta dopo un movimento di recupero.

La presenza di questa figura non implica automaticamente un’inversione, ma aumenta la probabilità di una fase di consolidamento o di una correzione di breve se non accompagnata da ulteriori conferme rialziste.

Al momento, il quadro tecnico suggerisce quindi prudenza:

  • Sopra 65,5 dollari, una rottura decisa e confermata in chiusura di seduta ridurrebbe la valenza della hanging man e aprirebbe spazio verso i successivi livelli di Fibonacci in area 68–71 dollari.

  • Sotto 62,5–63 dollari, invece, il rischio è quello di un ritorno verso la trend line rialzista e verso i primi supporti statici in area 60 dollari, con successivo test più profondo a 58–57 dollari in caso di deterioramento del sentiment.

Geopolitica e tecnica: equilibrio fragile

Il quadro che emerge è quello di un mercato sospeso tra fattori fondamentali potenzialmente esplosivi e una struttura tecnica che segnala rallentamento dopo il rimbalzo.

Le decisioni politiche sul fronte Iran e Russia rischiano di agire da catalizzatore, rompendo l’attuale equilibrio.

In sintesi, il petrolio resta impostato positivamente nel breve, ma l’area 65 dollari rappresenta un vero spartiacque tecnico: una zona in cui il mercato deve dimostrare di avere ancora forza, oppure accettare una fase di assestamento dopo il recupero.

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