Asia-Pacific contrastata ma il Nikkei 225 guadagna il 2,50%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo un'altra seduta in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,45% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è fatta contrastata, nonostante il nuovi record del Nikkei 225. Gli investitori si focalizzano sull'iniezione di ottimismo in arrivo dal settore dell'intelligenza artificiale che sulle incertezze del conflitto in Medio Oriente. Le tensioni tra Washington e Teheran si sono acuite. Lo U.S. Secretary of State Marco Rubio, nella sua prima apparizione al Congresso Usa dall'inizio della guerra, ha dichiarato che l'Iran ha minato "ampi tratti" dello Stretto di Hormuz. E il clima contrastato per la regione si concretizza in un indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove appena sotto la parità.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in rialzo di oltre lo 0,10% a fronte di uno yen poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna il 2,50% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di un netto 1,83%), sui nuovi massimi di 68.402,13 punti. Sul fronte macroeconomico,in maggio il Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) dei servizi del Giappone, stilato da S&P Global insieme a Jibun Bank, è calato ulteriormente su 50,0 punti dai 51,0 punti di aprile (53,4 punti in marzo), in linea con la lettura preliminare. Il Pmi Composite, che combina l'indice dei servizi con quello del manifatturiero, è invece sceso su 51,1 punti dai 52,2 punti precedenti (53,0 punti in marzo), in linea con il dato flash.

Ulteriore recupero a sorpresa per l'indice RatingDog China General Services Pmi, che si conferma per il quarantunesimo mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. In maggio l'indice è infatti cresciuto a 54,4 punti dai 52,6 punti di aprile, contro il declino su 52,3 punti del consensus. Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,30% e lo 0,60% rispettivamente, contro un progresso intorno allo 0,30% anche per lo Shenzhen Composite. Molto male invece Hong Kong: l'Hang Seng perde infatti circa l'1,60% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un crollo di quasi il 3%). A Seoul il Kospi non scambia a causa delle elezioni amministrative, mentre a Sydney è stata dello 0,70% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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