Asia-Pacific contrastata. Nikkei 225 guadagna solo lo 0,03%
pubblicato:Dopo un'altra seduta contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo S&P 500, deprezzatosi per altro di appena lo 0,01% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza altalenante è stata confermata. Mentre non si ferma la corsa dell'oro, rimbalzato di oltre il 3% superando per la prima volta i 5.500 dollari l'oncia, i riflettori sono comunque tutti sulla Federal Reserve (Fed), che come previsto ha confermato i tassi Usa sul range del 3,50% -3,75% raggiunto in dicembre con un taglio di 25 punti base che aveva fatto seguito a quelli di pari ammontare di settembre e ottobre. Rispetto ai precedenti meeting del Federal Open Market Committee (Fomc) dal comunicato ufficiale è stata rimossa l'indicazione che la Fed ritenga la minaccia di un indebolimento del mercato del lavoro un rischio maggiore rispetto a quello di un'inflazione elevata. Il che giustifica la pausa nel ciclo di allentamento monetario visto il riequilibrarsi dei rischi su entrambi gli obiettivi del duplice mandato dell'istituto centrale di Washington. La tendenza comunque alla fine ribassista per la regione si concretizza intanto in un calo superiore allo 0,10% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in contrazione di circa lo 0,20% a fronte di uno yen poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna solo lo 0,03% (fa meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,28%). Sul fronte macroeconomico, in gennaio l'indice della fiducia dei consumatori è salito in Giappone a 37,9 punti dai 37,2 punti di dicembre (37,5 punti in novembre), contro il marginale declino su 37,1 punti del consensus. Il dato resta comunque sotto la soglia di 50 punti che separa fiducia da pessimismo consecutivamente dal marzo 2006.
Complessivamente in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,16% e lo 0,76% rispettivamente, contro un calo dello 0,49% per lo Shenzhen Composite. Recupera Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in crescita di circa lo 0,30% (fa poco peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un rialzo intorno allo 0,20%). A Seoul è stata dello 0,98% l'espansione del Kospi che sfonda per la prima volta nella storia anche la quota di 5.200 punti, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha perso solo lo 0,07% in chiusura. Nel quarto trimestre 2025 l'indice dei prezzi all'export dell'Australia ha segnato una flessione dello 0,3% annuo, a fronte di un progresso del 3,2% su base sequenziale. L'indice dei prezzi all'import è invece salito dello 0,9% sul precedente trimestre e del 3,0% su base annua.
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