Asia-Pacific è in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde l'1,23%
pubblicato:Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, deprezzatosi dello 0,84% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ribassista si consolida. Gli investitori guardano all'impennata dei rendimenti obbligazionari mentre le parole di Donald Trump (secondo cui era "a un'ora" dal decidere di ordinare un nuovo attacco contro l'Iran) rendono ancora più incerte le prospettive sul conflitto in Medio Oriente. I rendimenti degli U.S. Treasurys trentennali sono in marginale calo dopo avere toccato i massimi dal luglio 2007. Ed è record anche per i Japanese Government Bond (Jgb). Il clima negativo per la regione si concretizza intanto in una flessione intorno allo 0,70% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in marginale progresso a fronte di un indebolimento di quasi lo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,23% (fa anche peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'1,53%). Sul fronte macroeconomico, il Reuters Tankan, indice che anticipa l'omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è salito in maggio su 8 punti dai 7 punti di aprile (18 punti in marzo, quando si era attestato sul livello più elevato dai 22 punti del dicembre 2021). L'indice si conferma in positivo per il quattordicesimo mese consecutivo. A inizio aprile la BoJ aveva reso noto che nel primo trimestre 2026 l'indice Tankan era cresciuto su 17 punti dai 16 punti precedenti.
Per il dodicesimo meeting consecutivo la People's Bank of China (PboC) lascia invariato il loan prime rate annuale sul 3,00% raggiunto nel maggio 2025 con un taglio di 10 punti base. Il loan prime rate a cinque anni è stato parimenti confermato sul 3,50% di maggio. La decisione era stata prevista da tutti i 20 economisti che componevano il consensus di Reuters. Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,40% e lo 0,20% rispettivamente, contro una flessione intorno allo 0,50% per lo Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,70% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un calo comunque intorno allo 0,50%). A Seoul è superiore all'1% la contrazione del Kospi, mentre a Sydney è stata dell'1,26% la perdita dell'S&P/ASX 200.
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