Asia-Pacific è in negativo. Tokyo rimane ferma per festività

di FTA Online News pubblicato:
2 min

Dopo una partenza d'ottava mista ma di fatto in negativo per Wall Street (in recupero dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,41% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici l'andamento ribassista si è consolidato, mentre Tokyo rimane ferma per la festività del Bunka no Hi (il Giorno della Cultura).

In vista delle aperture delle urne per le elezioni di Midterm in Usa è ancora il conflitto in Medio Oriente a tenere banco e Goldman Sachs alza il target sul prezzo del petrolio per gli elevati rischi di blocchi all'offerta globale di greggio. L'istituto newyorkese ha aumentato da 90 a 105 dollari il barile le stime di prezzo per il Brent a fine dicembre e da 81 a 94 dollari per il West Texas Intermediate (Wti). L'outlook per il 2027 è invece cresciuto da 80 a 88 dollari per il Brent e da 73 a 78 dollari per il Wti.

Per il calcolo delle probabilità di Polymarket si passa dal 10% attuale al 15% di metà novembre e al 75% di fine anno per una totale cancellazione del cessate-il-fuoco a causa di un'escalation degli attacchi contro l'Iran. E il clima complessivamente negativo per la regione si concretizza in una flessione di quasi il 2% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Complessivamente le piazze cinesi sono in frenata. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono lo 0,82% e lo 0,20% rispettivamente, contro un declino dell'1,15% per lo Shenzhen Composite. In positivo Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in crescita di circa lo 0,30% (segno opposto per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un ribasso intorno all'1,60%).

A Seoul è stato del 3,59% l'ennesimo crollo registrato del Kospi, sempre a causa dei timori legati alla sostenibilità del business dell'intelligenza artificiale, mentre a Sydney è stato dello 0,34% il guadagno di un S&P/ASX 200 in controtendenza.

Come previsto la Reserve Bank of Australia (Rba) ha alzato i tassi d'interesse di 25 punti base portandoli al 4,85% (sui massimi dal 5,25% del novembre 2008), dopo avere fatto altrettanto in febbraio, marzo, maggio e a fine settembre. La decisione non è stata unanime (sei membri del board hanno votato a favore, tre per tassi d'interessi invariati) e come ricorda la Cnbc arriva dopo che il dato di settembre ha evidenziato una nuova impennata dell'inflazione sul 4,3% annuo dal 4,0% di agosto.

RR - www.ftaonline.com

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Informazioni sull'autore:

FTA Online News
FTA Online News