Buzzi vola oltre il 6% a Piazza Affari con il crollo del greggio
pubblicato:La discesa del combustibile fossile riduce le spese produttive mentre il gruppo cementifero di Casale Monferrato accelera sul buyback

Buzzi in evidenza in avvio di ottava, in rialzo di oltre 6 punti percentuali a 42,62 euro. Il forte calo del prezzo del petrolio, con il WTI sceso fin sotto 100 dollari ed il brent attorno a 105,00 dollari ha rivitalizzato i titoli del comparto cementifero, grandi utilizzatori di combustibili fossili nel processo produttivo e dunque molto sensibili ed inversamente correlati all'andamento del greggio, che incide pesantemente sui costi di produzione.
La flessione del prezzo del petrolio è da imputarsi alla cauta apertura da parte di Teheran ad un percorso diplomatico mediato dal Qatar che potrebbe candidarsi a un nuovo ruolo diplomatico nel difficile dialogo a distanza con Washington.
Relativamente a Buzzi da segnalare che sta proseguendo la campagna di riacquisto di azioni proprie come deliberato dall'assemblea degli azionisti dello scorso 13 maggio 2026.
Al 30 ottobre Buzzi detiene 879.595 azioni ordinarie proprie pari allo 0,498% del capitale sociale.
Il gruppo comunicherà in settimana, esattamente il prossimo 5 novembre, i dati relativi al terzo trimestre 2026.
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Buzzi, il quadro grafico
Graficamente il rialzo di ieri ha permesso il superamento della media esponenziale a 100 sedute dopo che nelle ultime settimane i prezzi avevano oltrepassato quella a 50 in area 38,80.
A quota 42,50 è posizionato il 50% di ritracciamento del ribasso dai top di giugno, riferimento che ieri è stato marginalmente superato.
I prezzi sembrano voler coprire il gap down di luglio a 43,67 euro in prossimità del quale troviamo anche altre due resistenze che rendono area 44,00 strategica non solo nel breve periodo: la trendline che scende dai massimi di inizio anno e il 61,8% di ritracciamento del citato ribasso dai top di giugno.
Oltre tali riferimenti spazio per un recupero più esteso verso 47,00 e 49,00 euro circa.
Lo scenario positivo verrebbe seriamente indebolito in caso di discese sotto 38,8, preludio al riavvicinamento dei bottom di settembre in area 35,5.
Target intermedio sul gap up di metà ottobre a quota 37,10.