Asia-Pacific è in positivo e il Nikkei 225 guadagna l'1,43%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq Composite, apprezzatosi di appena lo 0,01% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata al rialzo. Sotto i riflettori l'impatto sulle quotazioni del greggio della guerra in Iran. I future sul Wti in consegna ad aprile sono crollati dell'11,94% martedì al New York Mercantile Exchange a 83,45 dollari il barile, dopo avere sfiorato quota 120 dollari lunedì. L'International Energy Agency (Iea) voterà sul maggiore rilascio di riserve della storia finalizzato a tenere sotto controllo i prezzi. Si tratterebbe di una cifra superiore ai 182 milioni di barili che i 32 Paesi membri della Iea avevano liberato nel mercato in due tranche nel 2022, in scia all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Il clima positivo per la regione si concretizza intanto in un progresso di ben oltre l'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in declino di circa lo 0,10% a fronte di uno yen poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,43% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,94%). Sul fronte macroeconomico, in febbraio i prezzi alla produzione sono saliti in Giappone del 2,0% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al 2,3% di gennaio (e al 2,4% di dicembre) e sotto al 2,2% del consensus. Su base sequenziale l'indice dei prezzi alla produzione è invece calato dello 0,1% contro la precedente crescita dello 0,2% (0,1% in dicembre) e il progresso dello 0,1% stimato dagli economisti.

Nio ha segnato un rally superiore al 15% in intraday a Hong Kong, dopo che il produttore di vetture elettriche di Shanghai ha comunicato che nel quarto trimestre le consegne sono rimbalzate del 71,7% annuo a 124.897 veicoli (a fronte di una ancora più netta crescita dei ricavi del 75,9%). Contrastate le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,25% e lo 0,64% rispettivamente, contro un progresso dello 0,52% per lo Shenzhen Composite. In negativo invece Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng pere infatti circa lo 0,30% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque con un declino superiore allo 0,10%). A Seoul è stata dell'1,40% l'espansione del Kospi, mentre a Sydney è stata dello 0,59% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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