Sanlorenzo tranquillizza i mercati, nessuna tensione tra i clienti. Azioni Carel in rally dopo i dati
pubblicato:Borsa Italiana: la società degli yacht ottiene conferme da Banca Akros mentre il gruppo del settore HVAC archivia il 2025 con un balzo dei risultati a doppia cifra

Sanlorenzo resta ben impostata anche in questa fase di forte incertezza internazionale.
Banca Akros ha confermato il rating buy con target price a 45 euro, sottolineando come dai risultati completi non siano emerse sorprese rispetto alle attese e come, soprattutto, il contesto geopolitico non stia producendo effetti negativi sulla domanda.
Durante la call di presentazione dei risultati, il presidente esecutivo Massimo Perotti ha adottato un tono rassicurante, spiegando che negli ultimi giorni non si sono registrati segnali di tensione tra i clienti del gruppo, nemmeno alla luce degli sviluppi in Medio Oriente.
La domanda appare stabile e gli acquirenti stanno semplicemente osservando l’evoluzione degli eventi, senza reazioni impulsive. Il posizionamento ultra-premium del marchio continua infatti a rappresentare una forte barriera protettiva: secondo Perotti, l’aumento del prezzo del petrolio colpisce soprattutto la classe media, non la clientela di Sanlorenzo, che acquista imbarcazioni da 10 o 20 milioni di dollari e non è influenzata da rincari del carburante.
Anche sul fronte dei costi il quadro appare sotto controllo.
La struttura economica del gruppo consente una buona difesa dei margini: circa il 60% del prezzo di vendita è rappresentato dai costi, e di questi la quota maggiore riguarda la manodopera.
Questo significa che l’inflazione incide solo marginalmente sul prezzo finale e può essere compensata con piccoli adeguamenti di listino. Non a caso, negli ultimi anni l’azienda ha dimostrato una buona capacità di trasferire i costi e migliorare il rapporto tra costi diretti e prezzo.
I risultati del 2025 di Sanlorenzo confermano questa solidità. Il gruppo ha registrato una crescita dei ricavi del 3,2%, accompagnata da un aumento significativo degli ordini (+16% su base annua).
L’Ebitda margin si è mantenuto elevato al 18,8%, leggermente inferiore al 2024 per effetto del consolidamento di Nautor Swan, mentre la generazione di cassa è risultata robusta, con 34 milioni nel solo quarto trimestre.
Particolarmente positivo anche il trend commerciale, con sei trimestri consecutivi di crescita degli ordini e ottimi riscontri per i nuovi modelli presentati ai saloni nautici internazionali. Sul piano strategico, il gruppo continua a rafforzarsi.
Nautor Swan è tornata alla redditività già nel primo anno di integrazione, nonostante un contesto difficile per la vela, mentre Simpson Marine è ormai completamente integrata e nel 2025 ha mostrato segnali di recupero dopo un anno debole in Asia-Pacifico.
Nel frattempo la rete distributiva si amplia con nuovi concessionari in Brasile, Messico, Australia e Giappone, mercati storicamente importanti per la nautica di alta gamma.
Guardando avanti, l’attenzione del mercato è ora rivolta al nuovo piano industriale 2026-2028 che sarà presentato a maggio a Venezia. Nel complesso, la combinazione di domanda resiliente, buona visibilità sugli ordini e margini difendibili continua a sostenere la narrativa positiva su Sanlorenzo, che resta uno dei nomi più solidi e difensivi del segmento lusso industriale europeo anche in un contesto geopolitico complesso.
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Sanlorenzo, prezzi alla prova di una resistenza di rilievo
Dal punto di vista tecnico, Sanlorenzo ha vissuto una seduta interessante: i prezzi hanno testato in area 31,60 euro il 38,2% di ritracciamento dell’intero ribasso partito dal top di febbraio, livello che per ora ha funzionato da resistenza dinamica e ha contenuto il tentativo di recupero.
Il comportamento dei prezzi conferma che il titolo si trova in una fase di transizione: il rimbalzo avviato dai minimi recenti resta intatto, ma non ha ancora prodotto segnali di forza sufficienti per parlare di vera inversione.
La mancata rottura di area 31,60 suggerisce che il mercato stia ancora digerendo il movimento precedente, in attesa di nuovi catalizzatori.
Operativamente, lo scenario resta ben definito. Sopra 31,60 si aprirebbero spazi per un’estensione del recupero con primo obiettivo la ricopertura del gap ribassista lasciato aperto nelle scorse sedute, con lato alto in area 33,20.
Un superamento deciso di quest’ultima soglia rafforzerebbe la struttura tecnica e proietterebbe i prezzi verso la resistenza successiva in area 35,50.
Al contrario, un ritorno sotto 30 euro riaprirebbe rapidamente margini di debolezza, con il rischio di un nuovo test del supporto chiave in area 28,50, livello che rappresenta uno snodo tecnico importante per l’impostazione di medio periodo.
In sintesi, il titolo resta inserito in una fase di consolidamento: i prossimi movimenti attorno alla soglia di 31,60 saranno decisivi per capire se il rimbalzo potrà trasformarsi in un recupero più strutturato o se si tratterà soltanto di una pausa all’interno di una fase ancora correttiva.
Carel, risultati 2025 in forte crescita
Bel rialzo ieri per Carel che ha guadagnato il 9% risalendo a 22,20 euro. Il titolo è salito dopo la pubblicazione del comunicato relativo all'approvazione dei risultati 2025 da parte del cda.
Lo scorso esercizio è andato in archivio con ricavi consolidati a 629,0 milioni di euro +8,7%, EBITDA consolidato a 124,1 milioni +18,3% con margine sui ricavi al 19,7%, risultato netto a +73,6 milioni +17,6%, rispetto al risultato netto registrato nel 2024, flusso di cassa da attività operative a 140,4 milioni da 110,0 nel 2024, cassa netta positiva a 18,4 milioni da debito netto di 50,2 milioni a fine 2024).
Proposto un dividendo di 0,195 euro per azione a fronte di quello da 0,165 euro dell'anno scorso.
Il management prevede per il primo trimestre ricavi a 160-170 milioni (corrispondenti ad una crescita percentuale tra il 9% e il 15%).
Carel, azione in reazione dai supporti
Graficamente i prezzi di Carel hanno reagito dai supporti presenti tra 20,10 e 20,40 euro, dove troviamo la base dell'ampio canale moderatamente decrescente che scende dai top dello scorso anno ed il sostegno orizzontale testato sia ad ottobre che a gennaio, capace in entrambe le occasioni di frenare il ribasso ed agevolare una reazione.
I prezzi sono risaliti fino a testare la media mobile esponenziale a 100 sedute a 22,60 euro, ma questa mattina hanno aperto in ulteriore rally lasciandosi alle spalle anche quota 23,00.
Conferme oltre 23,50 rafforzerebbe l'ipotesi che il titolo voglia andare a testare la parte alta del canale in rea 25,60, ipotesi che troverebbe importanti conferme in caso di una chiusura odierna oltre ai citati 23,50 euro.
Diversamente permarrebbe il rischio di nuovi cali che in caso di cedimento del sostegno a quota 20,00, troverebbero supporto a 19,35 e più in basso a 18,00 e 16,70 euro circa.
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