Asia-Pacific è in positivo e il Nikkei 225 guadagna lo 0,26%
pubblicato:Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,23% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza altalenante è stata confermata, virando tuttavia in positivo. Riflettori sulla bilancia commerciale nipponica, tornata in surplus per la prima volta dopo quattro mesi. In novembre l'export dal Giappone è salito del 6,1% annuo, in accelerazione dal 3,6% di ottobre e sopra al 4,8% del consensus. Performance trainata soprattutto dal rimbalzo del 23,6% delle spedizioni verso l'Europa ma anche da una crescita dell'8,8% dell'export in Usa (primo progresso da marzo). La tendenza in positivo per la regione si concretizza intanto in nel rialzo di circa lo 0,80% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in crescita di un netto 0,30% a fronte di un declino di circa lo 0,50% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,26% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi per quanto di appena lo 0,03%). Sul fronte macroeconomico, in ottobre gli ordinativi di macchinari industriali core (escludendo cioè quelli per la generazione elettrica e quelli navali) sono rimbalzati in Giappone del 12,5% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto all'11,6% di settembre (e all'1,6% di agosto) e ampiamente sopra al progresso del 3,6% del consensus. Su base sequenziale rettificata stagionalmente gli ordini sono invece saliti del 7,0% contro il 4,2% precedente (0,9% il calo di agosto) e la flessione dell'1,8% prevista dagli economisti.
Il produttore di chip MetaX Integrated Circuits ha sfiorato un rimbalzo del 700% nell'esordio a Shanghai, dopo avere raccolto 4,2 miliardi di yuan (509 milioni di euro) in un'Ipo che ha registrato una domanda di 4.000 volte superiore all'offerta da parte degli investitori retail. Tutte ampiamente in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano l'1,19% e l'1,83% contro un rialzo dell'1,68% per lo Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in espansione di circa lo 0,90% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una crescita superiore all'1%). A Seoul è stato dell'1,43% il netto progresso del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,15% il calo dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.
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