Asia-Pacific è in positivo. Ferme Shanghai, Shenzhen e Tokyo
pubblicato:Dopo una chiusura d'ottava in deciso recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,90% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza in positivo si è consolidata mentre la piazza di Tokyo è tuttavia rimasta chiusa per la festività del Tenn? tanj?bi (il compleanno dell'imperatore). Ancora ferme Shanghai e Shenzhen per l'ultima sessione di stop della lunga celebrazione del Capodanno lunare (caduto il 17 febbraio per il 2026). Riapriranno martedì 24 febbraio. Sotto i riflettori, ovviamente, è finita la guerra commerciale di Donald Trump, dopo che venerdì la Corte Suprema Usa aveva invalidato gran parte dei dazi imposti da Washington nel corso dello scorso anno. "Le tariffe unilaterali violano le norme internazionali e il diritto interno degli Stati Uniti e non sono nell'interesse di nessuna delle parti", ha commentato il ministero del Commercio di Pechino. La tendenza in positivo per la regione si concretizza intanto in un progresso ampiamente superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in calo di oltre lo 0,20% a fronte di un rafforzamento superiore allo 0,50% per lo yen sul biglietto verde. Molto bene Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in crescita di circa il 2,60% (andamento simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Sydney un S&P/ASX 200 in controtendenza ha perso lo 0,61% in chiusura della sessione, mentre a Seoul il Kospi ha guadagnato lo 0,65% aggiornando ancora i suoi massimi storici. Nel suo intervento davanti al Planning and Finance Committee del Parlamento di Seoul, il governatore di Bank of Korea Rhee Chang-yong ha dichiarato che anche se permangono incertezze esterne, come la politica tariffaria Usa, ripresa dei consumi e solide condizioni del settore dei semiconduttori sosterranno la crescita del Pil, attesa per il 2026 "significativamente" sopra al modesto 1% registrato nel 2025.
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