Borsa Italiana, venerdì in rialzo per Campari e Moncler
pubblicato:La società degli spirit in un contesto ancora prudente, ai risultati segue un balzo a doppia cifra delle azioni della casa di moda

Seduta positiva venerdì per Campari a Piazza Affari: il titolo ha chiuso in rialzo del 2,7% a 6,686 euro, dopo aver oscillato tra 6,50 e 6,768 euro. Il movimento arriva in un contesto ancora prudente sul settore spirits, dove gli investitori continuano a distinguere con attenzione tra crescita reale e semplice difensività.
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Negli ultimi giorni il consenso degli analisti ha mostrato una certa divergenza di vedute. Berenberg mantiene una posizione neutrale con target price a 6,3 euro, sottolineando però la qualità strutturale del gruppo: il portafoglio marchi — in particolare Aperol e Campari — domina la categoria degli aperitivi con una quota superiore al 50%. Proprio questa specializzazione rende la società un caso quasi unico nel settore: pur operando in un mercato globale difficile per gli alcolici, è l’unica per cui gli analisti prevedono ancora crescita organica del fatturato nel 2025 (+2,1%).
Il rovescio della medaglia è la valutazione. Il titolo tratta a premio rispetto ai grandi competitor come Diageo, Pernod Ricard e Brown-Forman: un premio giustificato dalla resilienza del business, ma che riduce il potenziale di rivalutazione nel breve periodo.
Più costruttiva la lettura di Barclays, che conferma rating overweight e target a 8,7 euro. La banca riconosce un contesto operativo complesso: le Americhe restano deboli per il consumatore statunitense e per gli effetti dell’uragano in Giamaica, mentre l’Europa continua a essere fragile, soprattutto in Italia e Germania. Meglio attesa invece l’Asia-Pacifico, sostenuta dall’Australia e dai cambiamenti organizzativi recenti.
Il punto centrale è che Campari non è più vista come una storia di forte espansione ciclica, ma come una crescita selettiva di quote di mercato: margini stabili e utile operativo previsto in aumento del 4,3%, più qualità che accelerazione.
L’attenzione ora si sposta sui risultati del quarto trimestre, in calendario il 4 marzo: saranno decisivi per capire se il titolo potrà uscire dalla lunga fase laterale o resterà un investimento da accumulo graduale più che da rally immediato.
Campari, movimento laterale dei corsi negli ultimi dodici mesi
Osservando il grafico si nota come il movimento più importante non sia quello delle ultime settimane, ma quello degli ultimi dodici mesi. Dopo il forte trend ribassista che aveva portato i prezzi sotto gli 8 euro, il titolo non ha continuato a scendere: ha iniziato invece a “lavorare” lateralmente tra 5,50 e 7 euro.
Questo tipo di comportamento è tipico delle fasi di accumulazione, quando la pressione in vendita si esaurisce gradualmente e il mercato costruisce una base.
La parte interessante è che negli ultimi giorni i prezzi sono tornati sopra la media mobile esponenziale a 100 giorni, oggi in area 6,02. Non è un dettaglio tecnico minore: significa che il controllo sta passando lentamente dai venditori ai compratori. Finché il titolo resta sopra questa media il mercato considera i ribassi occasioni di acquisto, non segnali di debolezza.
Il primo vero test è però 6,83 euro, massimo dell’estate scorsa. Superarlo significherebbe uscire dalla zona centrale del range e avvicinarsi alla parte alta della congestione. Solo sopra 7 euro cambierebbe davvero il quadro: l’intera fase laterale diventerebbe un grande doppio minimo di medio periodo, quindi una figura di inversione con implicazioni rialziste ben più ampie. In quel caso il mercato inizierebbe a guardare al gap di area 7,76 e poi a obiettivi superiori.
Al contrario, sotto 6 euro la struttura tornerebbe fragile: vorrebbe dire che la fase di accumulazione non è ancora completa e aumenterebbe il rischio di ritorno verso 5,50, limite inferiore del laterale.
In sintesi, Campari non è ancora in trend rialzista ma è nella fase più delicata: quella in cui il mercato smette di essere neutrale e sceglie una direzione. La rottura della parte alta del range non sarebbe un semplice rimbalzo, ma probabilmente l’inizio di un nuovo ciclo.
Moncler, rally dopo i risultati del 2025
Moncler in rialzo del 13% nell'ultima seduta della settimana che si è appena conclusa. Il gruppo del lusso ha annunciato giovedì sera dopo la chiusura di Piazza Affari i risultati 2025.
Le vendite dei marchi Moncler e Stone Island nel quarto trimestre sono aumentate rispettivamente del 6% e del 16% a cambi costanti.
I ricavi consolidati nel 2025 sono cresciuti a cambi costanti del 3% a 3,13 miliardi di euro.
Il risultato netto del gruppo è stato di 626,7 milioni di Euro rispetto ai 639,6 milioni nel 2024, con un'incidenza sui ricavi del 20,0% vs 20,6% nel 2024, principalmente per effetto di maggiori oneri finanziari netti (Euro 26,2 milioni nel 2025 rispetto a Euro 6,5 milioni nel 2024).
Nella presentazione il management ha dichiarato che a gennaio e febbraio il marchio Moncler sta andando bene con forte performance in Asia e USA, è prevista una crescita del 3% circa dei prezzi di vendita nel 2026 anche per Stone Island.
E' stata inoltre proposta la distribuzione di un dividendo pari a 1,40 euro.
Deutsche Bank e Jefferies hanno alzato il target price sul titolo rispettivamente a 57 euro (da 54 euro) ed a 54 euro (da 51,7 euro).
Moncler, i prezzi tornano in vista dei massimi di fine 2025
Graficamente il recupero delle azioni di Moncler visto nelle ultime due settimane ha riavvicinato i prezzi ai massimi di novembre/dicembre in area 59,00.
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Il superamento di quota 59,00 ribadito in chiusura di ottava rappresenterebbe un fattore nuovo nello scenario tecnico di Moncler e preluderebbe al probabile proseguimento della corsa verso i record di febbraio 2025 toccati poco sotto 70,50 euro.
D'altronde le quotazioni si trovano attualmente a metà circa dell'ampio trading range che si protrae ormai da oltre 3 anni, intervallo delimitato tra 45,50 e 70,50 circa, ed il superamento della parte centrale dello stesso intervallo (area 59,00) rappresenterebbe un segnale di fiducia per il titolo, che si vedrebbe proiettato verso i citati 70,00 euro con target intermedio a quota 63,00. Sul fronte opposto invece sarebbe il cedimento del supporto a 45,50 euro ad introdurre un ulteriore segmento di ribasso verso quota 40,00. Target successivo sui bottom del 2022 a 35,00 euro.
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