Asia-Pacific è in recupero. Il Nikkei 225 rimbalza del 3,92%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una partenza d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dell'1,05% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata in un vero e proprio rally. Estrema volatilità per i listini della regione dopo il sell-off con cui era iniziato febbraio in scia alle pesanti correzioni di oro e argento e al tracollo del 5,26% del Kospi sudcoreano nella prima sessione dell'ottava. Come previsto la Reserve Bank of Australia (Rba) ha alzato i tassi di 25 punti base al 3,85% in quello che è stato il primo aumento del costo del denaro deciso dal novembre 2023. Già in dicembre, per altro, l'istituto aveva lasciato intendere che il prossimo intervento verosimilmente sarebbe stato un incremento del costo del denaro. Il clima di deciso recupero per la regione si concretizza intanto in una crescita intorno al 3% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, segna un calo dello 0,30% a fronte di un progresso di circa lo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 rimbalza del 3,92% (fa poco peggio l'indice più ampio Topix, in rally del 3,10%). Sul fronte macroeconomico, in gennaio la base monetaria del Sol Levante è crollata del 9,5% annuo, in miglioramento rispetto al 9,8% di gennaio e contro la flessione del 10,3% del consensus. Si tratta in ogni caso della diciassettesima contrazione consecutiva dopo una striscia di 13 mesi in espansione. La base monetaria del Giappone si è attestata a 590.118 miliardi di yen (3.214 miliardi di euro), in ribasso dai 596.185 miliardi (3.247 miliardi di euro) di novembre.

Complessivamente in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano l'1,29% e l'1,18% rispettivamente, contro un netto progresso del 2,35% per lo Shenzhen Composite. Più contrastata la giornata di Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è in rialzo di circa lo 0,20% (ma l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, perde intorno allo 0,20%). A Sydney l'S&P/ASX 200 ha segnato una crescita dello 0,89% in chiusura, mentre a Seoul il Kospi è volato del 6,84% sui nuovi massimi di 5.288,08 punti dopo essere scivolato sotto 5.000 punti lunedì. In gennaio il tasso d'inflazione è calato n Corea del Sud sul 2,0% annuo dal 2,3% di dicembre, in linea con le attese. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è invece salito dello 0,4% contro lo 0,3% precedente, anche in questo caso in linea con le stime.

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