Asia-Pacific è in recupero. Il Nikkei 225 rimbalza del 4,61%
pubblicato:Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,35% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata decisamente al rialzo. Mentre i negoziati tra Washington e Teheran restano sullo sfondo, a rubare la scena è un ritorno di fiducia sulla sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale dopo che Micron Technology ha annunciato risultati per il terzo trimestre segnati dal rimbalzo dei ricavi da 9,3 a 41,5 miliardi di dollari, contro i 35,8 miliardi attesi dagli analisti.
Il tutto mentre la rivale sudcoreana Sk Hynix decolla sul listino dopo avere comunicato i dettagli del suo previsto collocamento a Wall Street che si candida a essere tra i più ricchi della storia, dietro solo a SpaceX e Saudi Aramco. E il clima positivo per la regione si concretizza intanto un progresso di circa l'1,90% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in lieve declino a fronte di un marginale indebolimento anche per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 rimbalza del 4,61% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell'1,33%) e ritorna sopra i 72.000 punti.
Sul fronte macroeconomico, in aprile l’indice anticipatore del Giappone è salito a 116,1 punti dai 115,4 di marzo (114,3 punti in febbraio), sopra ai 115,9 punti della lettura preliminare. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece cresciuto su 118,1 punti dai 116,8 punti precedenti (116,5 punti in febbraio), sopra ai 117,9 punti del dato flash.
Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,10% e l'1,40% rispettivamente, contro un progresso intorno allo 0,60% per lo Shenzhen Composite.
Molto male invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa l'1,70% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque in calo di oltre l'1%).
A Seoul è di quasi il 6% il rally del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,68% il ribasso dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione. In maggio il tasso di disoccupazione, rettificato stagionalmente, è calato in Australia sul 4,4% dal 4,5% di aprile (4,3% in febbraio e marzo). Il dato, in linea con il consensus, si confronta con il 4,1% del maggio 2025.
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