Asia-Pacific in deciso recupero in scia al rimbalzo di Tokyo

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una chiusura d'ottava in deciso recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi del 2,47% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza in positivo è stata ampiamente confermata in scia al rimbalzo di Tokyo (il Nikkei 225 in intraday ha sfondato per la prima volta quota 57.000 punti). A spingere gli acquisti il trionfo alle urne del Partito liberal democratico (Pld) della premier Sanae Takaichi. In coalizione con il Nippon Ishin no Kai (noto come Ishin o Jip, Japan Innovation Party), il Pld ha infatti ottenuto una schiacciante maggioranza di 352 seggi sul totale dei 465 della Sh?giin (la Camera bassa della Dieta, il Parlamento giapponese). Ancora più rilevante il fatto che da solo con 316 seggi abbia conquistato la maggioranza assoluta. Si tratta del risultato migliore di sempre nella storia del Pld (il precedente record di 300 seggi risaliva al 1986). La popolarità di Takaichi, prima donna alla guida del Giappone, l'aveva spinta a convocare elezioni anticipate per cercare di monetizzare questo successo e sanare la situazione compromessa che le aveva lasciato in eredità il suo predecessore, Shigeru Ishiba. Durante il suo mandato aveva infatti scontato due pesanti sconfitte elettorali e per la prima volta dal 1955 il governo non aveva il controllo di entrambi i rami del Parlamento. Il clima di estremo ottimismo degli investitori si riflette intanto in un progresso di ben oltre il 2% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in calo di circa lo 0,20% a fronte di un rafforzamento superiore allo 0,50% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 chiude con un rally del 3,89% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di un deciso 2,29%). Sul fronte macroeconomico, in dicembre i salari medi totali sono cresciuti in Giappone del 2,4% annuo, in accelerazione rispetto all'1,7% della lettura finale di novembre ma sotto al progresso del 3,0% del consensus. I salari reali sono tuttavia diminuiti dello 0,1% annuo contro l'1,6% precedente e nella dodicesima contrazione consecutiva. In gennaio l'Economy Watchers corrente (sondaggio che determina la fiducia tra i lavoratori nipponici in relazione all'attività economica e permette di anticipare la spesa dei consumatori) ha invece segnato a sorpresa un declino per quanto marginale su 47,6 punti dai 47,7 punti di dicembre, contro la crescita su 49,1 punti attesa dagli economisti.

In gennaio le riserve in valute estere sono salite in Cina su 3.399 miliardi di dollari dai 3.358 miliardi di dicembre. Il dato, sui massimi dai 3.438 miliardi del novembre 2015, si confronta con i 3.209 miliardi del gennaio 2025 e con i 3.372 miliardi attesi. Le riserve d'oro di Pechino, intanto, sono aumentate a 74,19 milioni di once dai 74,15 milioni precedenti e sono salite in valore a 369,58 miliardi di dollari dai 319,45 miliardi di fine dicembre. Tutte ampiamente in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano l'1,41% e l'1,63% rispettivamente, contro una crescita dell'1,91% per lo Shenzhen Composite. Molto bene Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa l'1,80% (fa poco peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso intorno all'1,60%). A Seoul è stato del 4,10% il rimbalzo del Kospi, fermatosi appena sotto 5.300 punti, mentre a Sydney è stata dell'1,85% la netta espansione dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

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