Asia-Pacific in declino. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,92%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una chiusura d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi l'S&P 500, apprezzatosi dello 0,42% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza ha virato ampiamente al ribasso.

Martedì inizierà la tornata di trimestrali della Corporate America, con la pubblicazione dei risultati dei big bancari Jp Morgan Chase & Co., Goldman Sachs Group, Bank of America e Citigroup, ma i riflettori sono tutti sul conflitto in Medio Oriente, dopo che nel weekend Usa e Iran si sono nuovamente scambiati attacchi aerei. Teheran ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è nuovamente chiuso e nonostante la smentita di Donald Trump il prezzo del greggio ha segnato un rally del 4% domenica. E il clima negativo per la regione si concretizza in un calo superiore al 2% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in crescita di circa lo 0,20% a fronte di un indebolimento intorno allo 0,40% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,92% (fa meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,71%).

A Seoul è invece superiore al 7% il crollo del Kospi, appesantito ancora una volta da Sk Hynix e Samsung Electronics, che scivolano di oltre il 13% e il 9% rispettivamente. Sk Hynix aveva chiuso con un rimbalzo del 12,76% la sua prima seduta al Nasdaq, dopo avere raccolto 26,5 miliardi di dollari nel collocamento a Wall Street. Il titolo vive una fase di estrema volatilità legata ai dubbi sulla sostenibilità del business dell'intelligenza artificiale (Sk Hynix è l'unica insieme alla connazionale Samsung e a Micron Technology a produrre le memorie ad alta velocità usate proprio nelle applicazioni d'intelligenza artificiale).

Venerdì il ministero del Commercio e la General Administration of Customs (l’autorità delle dogane di Pechino) hanno comunicato lo stop con effetto immediato per le esportazioni di elio. Come ricorda Associated Press, dall'inizio della guerra con l'Iran a fine febbraio l'approvvigionamento globale del gas, cruciale nella manifattura di semiconduttori, è stato interrotto e i prezzi sono aumentati considerevolmente. Secondo le stime di Trivium China, la Cina produce fino a un massimo del 15% del suo fabbisogno, importandone gran parte dal Qatar, che genera invece circa un terzo dell'offerta globale.

Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa il 2,20% e il 2% rispettivamente, contro un crollo di oltre il 4% per lo Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti un calo intorno allo 0,20% (fa decisamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una flessione di quasi il 2%). A Sydney è stato invece di appena lo 0,03% il guadagno registrato dall'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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