Asia-Pacific in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,94%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta di moderato recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi l'S&P 500, apprezzatosi dello 0,19% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata, virando in negativo.

Nessuna buona notizia in arrivo dal fronte del conflitto in Medio Oriente. Anzi. Secondo il Wall Street Journal, Washington starebbe inviando altre portaerei nella regione, il che ha avuto come primo effetto un nuovo rincaro del prezzo del petrolio.

Intanto i riflettori si spostano sui dati del mercato del lavoro in Usa, in pubblicazione nel pomeriggio, mentre secondo il FedWatch Tool di Cme Group sono scese fino al 26% le probabilità che la Federal Reserve (Fed) decida per un ulteriore rialzo dei tassi d'interesse già nel prossimo meeting del Federal Open Market Committee (Fomc) di 27-28 ottobre.

Il clima ribassista per la regione si concretizza in un calo intorno allo 0,30% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in declino di circa lo 0,20% a fronte di un recupero intorno allo 0,30% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,94% (andamento simile per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,99%).

Sul fronte macroeconomico, in settembre il tasso d'inflazione è cresciuto ulteriormente nella regione di Tokyo (considerata un benchmark dell'intero Giappone) sul 2,7% annuo dall'1,9% di agosto (1,8% in luglio). L'indice core dei prezzi al consumo è parimenti salito sul 2,7% annuo dall'1,8% precedente, contro il 2,4% del consensus. In agosto il tasso di disoccupazione è salito in Sol Levante sul 2,5% contro il 2,4% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto a luglio.

Shanghai e Shenzhen sono ancora chiuse per la festa di metà autunno, iniziata con la celebrazione del Guóqìng jie (fondazione della Repubblica popolare il 1° ottobre 1949). Riapriranno solo giovedì 8 ottobre. Scambia invece regolarmente Hong Kong che perde significativamente terreno: l'Hang Seng è infatti in declino di circa il 2,70% (fa poco meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un ribasso intorno al 2,50%).

A Sydney l'S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,79% in chiusura, mentre a Seoul è di circa lo 0,20% il progresso del Kospi. In settembre il tasso d'inflazione cala in Corea del Sud sul 2,9% annuo dal 3,1% di agosto, in linea con il consensus. Il dato si conferma sopra al 2,0% del target della Bank of Korea per il tredicesimo mese consecutivo. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è invece salito dello 0,2% contro lo 0,2% precedente, anche in questo caso in linea con le attese.

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