Asia-Pacific in negativo ma il Nikkei 225 guadagna lo 0,52%

di FTA Online News pubblicato:
2 min
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Dopo una partenza d'ottava in moderato recupero per Wall Street (S&P 500 e Dow Jones Industrial Average si sono apprezzati entrambi dello 0,19% lunedì, contro un rialzo dello 0,10% per il Nasdaq Composite), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata, virando nettamente in negativo. In vista dell'incontro a Pechino con Xi Jinping, previsto per giovedì 14 maggio, Donald Trump lunedì ha espresso dubbi sulla sostenibilità del cessate-il-fuoco tra Usa e Iran, dichiarando che la fragile tregua è "in terapia intensiva" dopo che Teheran ha fornito quella che lui ha definito una risposta inaccettabile alla proposta di Washington per mettere fine al conflitto. E il clima ribassista per la regione si concretizza intanto in una flessione intorno allo 0,80% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in crescita di oltre lo 0,20% a fronte di un indebolimento di circa lo 0,15% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,52% (fa meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,83%). Sul fronte macroeconomico, in marzo l'indice anticipatore del Giappone è salito a 114,5 punti dai 113,2 punti di febbraio, contro i 114,4 punti del consensus. L'indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è cresciuto su 116,5 punti dai 116,2 punti precedenti. La spesa delle famiglie nipponiche è invece scesa del 2,9% annuo, in peggioramento rispetto all'1,8% di febbraio e contro il ribasso dell'1,4% atteso dagli economisti. Su base sequenziale i consumi sono calati dell'1,3% in marzo contro la crescita dell'1,5% registrata nel mese precedente.

Nei primi quattro mesi del 2026 la produzione di auto è calata in Cina del 5,6% annuo (9,61 milioni di unità), a fronte di un declino del 4,9% per le vendite (9,57 milioni). Nel periodo output e vendite dei soli Nev (new energy vehicle, ovvero veicoli elettrici a batteria, a celle di combustibile e ibridi) sono state pari a 4,29 milioni e 4,30 milioni rispettivamente. Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono lo 0,40% e lo 0,20% circa, contro un calo dello 0,70% per lo Shenzhen Composite. Poco mossa Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in ribasso di circa lo 0,10% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in flessione solo marginale). A Seoul è superiore al 2% la contrazione del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,36% il calo dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

RR - www.ftaonline.com