Asia-Pacific in positivo ma a Tokyo Nikkei 225 perde l'1,05%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi per altro di appena lo 0,07% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza mista è proseguita, consolidandosi comunque al rialzo. Mentre gli investitori continuano a valutare un possibile scoppio della bolla dell'intelligenza artificiale a Shanghai ha debuttato Moore Threads Technology, rivale cinese di Nvidia, che ha toccato un rimbalzo superiore al 500% nella sua prima sessione di scambi. Fondato proprio da un ex dirigente di Nvidia, il produttore di chip ha raccolto sul mercato 8 miliardi di yuan (970 milioni di euro), in quella che è stata la seconda maggiore Ipo per Shanghai quest'anno dietro a quella di Huadian New Energy Group, azienda attiva nelle rinnovabili che aveva esordito in luglio, incassando 18,1 miliardi (2,19 miliardi di euro). Il clima complessivamente in positivo per la regione si concretizza intanto in un progresso intorno allo 0,80% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in declino di quasi lo 0,20% a fronte di un rafforzamento superiore allo 0,30% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,05% (performance identica per l'indice più ampio Topix, parimenti deprezzatosi dell'1,05%). Sul fronte macroeconomico, in ottobre la spesa delle famiglie è diminuita a sorpresa in Giappone del 3,0% annuo, dopo il rialzo dell'1,8% di settembre (2,3% in agosto) e contro il progresso dell'1,0% del consensus. Si tratta della lettura peggiore dal crollo del 6,3% del gennaio 2024. Su base sequenziale i consumi sono calati del 3,5% contro lo 0,7% precedente (0,6% l'incremento di agosto) e la crescita dello 0,7% attesa. L'indice anticipatore del Giappone è invece salito ulteriormente su base preliminare a 110,0 punti dai 108,2 punti di settembre (106,8 punti in agosto), contro i 109,3 punti del consensus. L'indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è cresciuto su 115,4 punti dai 114,9 punti precedenti.

Da inizio 2025 i ricavi della manifattura di elettronica sono saliti in Cina dell'8,3% annuo, a 14.000 miliardi di yuan (1.697,9 miliardi di euro). Allo scorso 31 ottobre il valore aggiunto della produzione industriale delle principali aziende del settore è aumentato del 10,6% annuo, mentre i profitti sono rimbalzati del 12,8% a 570 miliardi di yuan (69,1 miliardi di euro). Nei primi dieci mesi del 2025, in Cina sono stati prodotti 1,02 miliardi di smartphone (0,7% il progresso annuo) e 386,6 miliardi di circuiti integrati (10,2% l'incremento). Tutte in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,70% e lo 0,84% contro un rialzo dell'1,24% per lo Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in crescita di circa lo 0,60% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso di oltre l'1%). A Seoul è stata dell'1,78% l'espansione del Kospi, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,19% in chiusura.

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