Asia-Pacific in positivo. Per il Nikkei 225 rally del 3,30%
pubblicato:Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,24% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata al rialzo, mentre Shanghai e Shenzhen restano chiuse per la prima giornata del lungo stop della festa di metà autunno, che parte con la celebrazione del Guóqìng jie (fondazione della Repubblica popolare il 1° ottobre 1949). Riapriranno solo giovedì 8 ottobre. Si ferma anche la piazza di Hong Kong, che tornerà comunque a scambiare regolarmente venerdì 2 ottobre.
Nonostante la fase di stallo nei negoziati tra Washington e Teheran per la risoluzione del conflitto in Medio Oriente, le pressioni sul prezzo del petrolio sono ancora in calo grazie soprattutto al riavvio delle esportazioni da parte dell'Arabia Saudita. Alleggerimento anche per i rendimenti degli U.S. Treasury che rimangono comunque vicini ai massimi di oltre 20 anni. Il clima positivo per la regione si concretizza intanto in un progresso di circa lo 0,40% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in crescita di oltre lo 0,10% a fronte di un crollo intorno allo 0,60% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 chiude in rally del 3,30% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,57%).
Sul fronte macroeconomico, nel terzo trimestre 2026 l’indice Tankan stilato dalla Bank of Japan (BoJ) è cresciuto su 24 punti dai 22 punti del secondo, sui massimi dai 25 punti del quarto trimestre 2017. Il dato è tuttavia inferiore ai 25 punti del consensus. La componente in prospettiva dell’indice è salita su 21 punti dai 17 punti precedenti, contro i 22 punti stimati dagli economisti. Deterioramento per l'attività manifatturiera del Sol Levante, che si conferma comunque per il nono mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. In settembre l’indice Pmi Jibun Bank stilato da S&P Global in collaborazione con Jibun Bank è infatti calato su 54,1 punti dai 54,9 punti di agosto, in linea con la lettura preliminare.
In settembre l'export dalla Corea del Sud è rimbalzato dell'83,5% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 68,7% di agosto (e al 63,0% di luglio). Il dato, superiore al 61,7% del consensus, è ancora largamente condizionato dal boom dell'intelligenza artificiale con l'export di semiconduttori che ha registrato una crescita monstre del 262,8% annuo. Le importazioni sono invece cresciute del 26,0% annuo contro il 22,4% precedente e il 21,5% atteso. Il risultato è stato un surplus della bilancia commerciale aumentato su 49,85 miliardi di dollari dai 34,79 miliardi di agosto, contro i 38,20 miliardi del consensus.
A Seoul è di circa l'1,70% il rialzo del Kospi, mentre a Sydney è stata dell'1,99% la perdita registrata dall'S&P/ASX 200 in chiusura.
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