Asia Pacifico: bene Tokyo, arretra l’Hang Seng, ma molti listini sono chiusi
pubblicato:Borse asiatiche orfane di diversi listini chiusi per festività stamane nel contesto della tre giorni di incontri tra il presidente USA Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping a Washington. Pochi i risultati concreti, tra i quali una modesta estensione di due mesi della tregua sui dazi USA-Cina. Xi ha chiesto ancora agli Stati Uniti di non sostenere le richieste di indipendenza di Taiwan e sul tema dell’AI i leader hanno affermato di essere in grado di controllare questa tecnologia, ma non è chiaro se sia stata concordata una piattaforma di contatto diretto su eventuali emergenze, come ipotizzato alla vigilia degli incontri. Il petrolio fa un passo indietro in queste ore, ma rimane su livelli elevati con il Brent a 105,5 dollari al barile (-1,02%).
A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l’1,3% e il Topix registra un rialzo dell’1,31 per cento. Si fa notare il balzo di Oracle Corporation Japan (+8,15%) dopo i risultati del trimestre giugno-agosto che hanno visto un rialzo delle vendite nette del 13% a circa 472 milioni di dollari e un utile netto in miglioramento del 23,2%
Da segnalare stamane anche il rafforzamento dello yen sull’euro (EUR/JPY -0,41%) e sul dollaro (USD/JPY -0,47%), mentre il rendimento del decennale giapponese si mantiene al 3,06%
In Corea del Sud è chiusa la borsa di Seul per la Festa del Raccolto (Chuseok): alla vigilia di questa pausa di due giorni dei listini (24 e 25 settembre) l’Ocse aveva alzato le previsioni di crescita del Paese per il 2026 al 3,7% con la migliore revisione al rialzo tra i Paesi del G20.
In Cina sono chiuse le maggiori piazze finanziare della Repubblica Popolare per la Festa di Metà Autunno. Contratta l'Hang Seng di Hong Kong, ma cede l’1,19% The South China Morning Post riporta del caso di una inaccorta diffusione di informazioni di internal deal nella mail di un cliente di Morgan Stanley: la notizia avrebbe spinto le banche di investimento rivali di Hong Kong a cercare di sfruttare la vicenda per conquistare clienti.
A Sydney è negativo al termine l'S&P/ASX 200 (-0,43%). Financial Review ha osservato che i mercati azionari australiani rischiano di chiudere il mese di settembre con uno dei peggiori cali mensili dell’ultimo anno a seguito della guerra in Medioriente, della elevata inflazione (al 3,5% il dato di luglio), dei più elevati tassi d’interesse (attualmente al 4,35% il tasso della RBA) e di premi al rischio crescenti: uno scenario negativo purtroppo condiviso da diversi mercati.
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