Banche & Risiko, MPS contro Intesa: cosa succede in vista dell'assemblea senese

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
7 min

Piazza Affari rimescola le valutazioni delle offerte, da Monte dei Paschi di Siena a Banco BPM, da Intesa a Banca Generali e poi Unicredit e Credit Agricole. I prezzi, i premi, gli sconti e i rumors

Banche & Risiko, MPS contro Intesa: cosa succede in vista dell'assemblea senese
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Le banche europee in generale e italiane in maniera molto particolare vivono una situazione contraddittoria in queste settimane. A fronte dell’avvio di un ciclo di rialzi dei tassi d’interesse che sulla carta dovrebbe gonfiare il giro d’affari e rilanciare un settore che è andato a cercare negli ultimi anni il business in settori lontani dal margine d’interesse, si registrano dei cali.

Banche in calo negli ultimi due mesi, anche a Piazza Affari nonostante il risiko

È da agosto che il rally del settore del credito europeo. in gran forma anche grazie alla solidità acquisita con i crescenti requisiti di capitalizzazione imposti dalla BCE e dall’UE, non aggiorna seriamente i massimi di periodo. Segnatamente Amundi Euro Stoxx Banks UCITS ETF Acc (LU1829219390), un ETF ad accumulo con base nell’indice settoriale Euro Stoxx Banks è sostanzialmente in fase laterale dall’inizio dello scorso mese e dai massimi del 13 agosto a 410,4 euro ha perso sui livelli di oggi quasi il 4% (scambia in queste ore a € 394,3, -0,76%).

Per l’Italia la dinamica è ancora più contradditoria, perché tutto il comparto del credito dovrebbe essere sostenuto dal risiko in corso, che non solo ha già coinvolto grandi gruppi europei (Unicredit su Commerzbank), ma è ancora in piena articolazione e non esclude possibili rilanci su varie prede di primo piano. Eppure il WisdomTree FTSE MIB Banks (XS3306519201), un ETF che replica il FTSE MIB Banks 15% Capped (ossia un paniere delle sole banche del paniere principale Ftse MIB con un cap, ossia un peso massimo sull’indice compresso al 15%), fa anche peggio e perde quasi il 5%, nonostante escluda situazioni di crisi tra istituti minori quotati come Banca IFIS (-31,38% in 3 mesi), Banca Profilo (-0,49% ma c’è stato un cambio di gestione importantissimo nell’ultimo anno e negli ultimi due anni è passato da circa 2,1 euro a 1,6) o Banca Sistema (-5,51% in 3 mesi, ma lì c’è l’operazione straordinaria approvata l’11 settembre di incorporazione della Banca CF+ di Elliott).

Anche limitandosi però alle partite straordinarie delle banche maggiori, sicuramente il quadro si complica ogni giorno che passa con la ridda di dichiarazioni, annunci, posizionamenti, analisi che stanno accompagnando questa fase decisiva del consolidamento bancario italiano. Due prospettive si contrappongono:

  • L’offerta di Intesa Sanpaolo su MPS che dividerebbe la banca tra asset ex Mediobanca e metà degli sportelli di Rocca Salimbeni al gruppo guidato dall’ad Carlo Messina (il resto andrebbe via Unipol a Bper che rifonderebbe una Monte dei Paschi con sede a Siena, ma senza la città toscana nel nome).

  • L’offerta contrapposta di MPS su Banco BPM e Banca Generali, con cui l’ad Luigi Lovaglio reduce dalla conquista di Mediobanca consoliderebbe la banca risanata un po’ su tutti i fronti.

Legittimo pensare che l’evoluzione recente un po’ incerta dei mercati globali abbia manomesso un po’ anche le valutazioni delle banche italiane. Come le altre banche europee, gli istituti italiani sono titoli tendenzialmente prociclici che amplificano gli impulsi al rialzo o al ribasso dei mercati. Né va trascurato che l’ETF sulle banche Europee di Amundi ha guadagnato il 232% in tre anni e quello sulle banche italiane di WisdomTree ha fatto un +301% Per cui, come un po’ anche per la difesa, è legittimo e forse anche salutare un ridimensionamento del settore e qualche presa di beneficio dopo una lunga corsa al rialzo. Anche se, va precisato, i multipli bancari non sono mai esplosi troppo in questi ultimi anni.

Sarà comunque utile valutare le offerte annunciate alla luce dei prezzi di oggi e per l’occasione riassumere le novità più importanti.

  • Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n

Intesa su MPS, ai prezzi di oggi

Intesa ha promosso un’OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) su Banca Monte dei Paschi di Siena: mette sul piatto per ogni azione di MPS consegnata all’offerta 1,6 azioni proprie e 1 euro in contanti.

Ai prezzi di Intesa di queste ore (€ 6,752, +0,67%) valuta le azioni di MPS 11,8032 euro ciascuna, meno degli 11,948 euro a cui scambia oggi il titolo MPS (+0,45%) a Piazza Affari: lo sconto è dell’1,2% circa, forse un po’ poco per dire che il mercato si aspetta un rialzo.

Il cda di Intesa ha ottenuto un plebiscito di voti favorevoli (il 96,9% dei voti presenti pari al 63,88% del capitale) all’assemblea dello scorso 11 settembre chiamata ad approvare l’aumento di capitale al servizio dell’offerta su MPS: potrà emettere fino a 5,7 miliardi di nuove, azioni, circa un terzo di quelle attualmente in circolazione.

MPS su Banco BPM e Banca Generali, ai prezzi di oggi

Su questo fronte si registrano le maggiori novità, anche perché l’ad Luigi Lovaglio ieri ha una conference di BofA ha ribadito il supporto alla doppia operazione che punta a creare un colosso estremamente diversificato che potrebbe raggiungere i 100 miliardi di euro di capitalizzazione alla Borsa di Milano.

La data chiave sarà quella del prossimo 29 ottobre, quando gli azionisti saranno chiamati ad approvare il doppio aumento di capitale al servizio delle offerte parallele su Banco BPM (che ha stigmatizzato la mancanza di un premio) e su Banca Generali (la cui controllante con oltre il 50% Generali ha dichiarato di valutare aprendo implicitamente ai piani di Lovaglio, anche in forza di possibili intese industriali per la distribuzione delle proprie polizze presso gli sportelli di MPS al posto dei francesi di Axa).

Ai prezzi di queste ore l’offerta di 6,958 azioni di MPS per ogni titolo di Banca Generali valuta le sue azioni € 74,73 euro, anche togliendo gli 1,208 euro di dividendo straordinario che MPS vuole pagare ai soci in concomitanza con le offerte: questo significa un +15,4% circa di premio sui prezzi attuali di Banca Generali (€ 64,75, -1,67%) e sul fronte forse più solido dei piani di Lovaglio per le citate aperture di Generali.

Sempre ai prezzi attuali la banca MPS, che mette sul piatto 1,567 azioni proprie per ogni titolo di Banco BPM, valuta i titoli di Piazza Meda 16,82 euro circa contro gli attuali € 16,28 di Banco BPM oggi a Piazza Affari (-0,03%): un premio quindi del 3,37% circa.

Ma qui lo scenario è assai più mobile perché il Banco BPM ha come socio di riferimento appena sotto il 30% del capitale il Credit Agricole che ha ribadito che l’Italia è strategica e in BPM non si può fare nulla senza di lui e nulla contro di lui.

Unicredit con Credit Agricole su Banco BPM, i rumors sulla terza offerta

Una presa d’atto che giunge mentre si moltiplicano i rumors di una possibile offerta congiunta su Piazza Meda di Unicredit e dello stesso Credit Agricole.

Il governo resta ufficialmente alla finestra, ma nessuno dimentica che circa un anno fa fu proprio il golden power che bloccò la stessa Unicredit sul Banco BPM, prima che MPS varasse la conquista di Mediobanca.

Oggi le posizioni sembrano invertite e Banco BPM rimane la bella e impossibile di Piazza Affari. D’altronde Lovaglio invia segnali anche al Credit Agricole che comunque se aderisse all’offerta senese diverrebbe un socio importante del nuovo aggregato (e questo forse potrebbe spaventare il governo anche di più).

Ma intanto c’è un’altra assemblea decisiva in arrivo: quella di Delfin, azionista principale di MPS con il 17,5% del capitale e socio forte di Generali.

Il capitale presente all’assemblea straordinaria dovrà votare con la maggioranza dei due terzi.

Gli eredi Del Vecchio sono apparsi sempre più+ divisi nelle ultime settimane e sembra che intendano riunirsi poco prima dell’assemblea di MPS del 29 ottobre, il record date per la consegna dei titoli Delfin da consegnare dovrebbe essere il 20 ottobre. Sarà un incontro decisivo, anche se le partite che, come visto si giocano su più tavoli.

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Informazioni sull'autore:

Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.