Pirelli sblocca il dossier americano con un miliardo di investimenti
pubblicato:La discesa di Sinochem al 20% e il suo ‘congelamento’ governativo a tre esponenti avevano preparato il terreno, così il BIS statunitense approva la vendita del cyber tyre (e mille nuovi posti di lavoro in arrivo). Ecco il quadro

Più croce che delizia, la questione del controllo cinese di Pirelli sembra oggi definitivamente superata. Non la rimpiangeremo. La notizia è arrivata nelle redazioni ieri a mercato chiuso, quindi sono i prezzi di oggi che elaborano le novità della società della Bicocca.
Da un paio d’anni sulle quotazioni del colosso italiano degli pneumatici pendeva la spada di Damocle dei possibili stop statunitensi alla vendita dei Cyber Tyre della casa. I prodotti più tecnologici del gruppo raccolgono infatti dati che in teoria sarebbero potuti passare alla società allora controllante cinese (concedeteci la semplificazione) Sinochem.
Così dalla promulga del divieto USA di vendita di prodotti tecnologici connessi da parte di società a controllo dello Stato cinese – si era sotto Joe Biden ed era il gennaio 2025 – diversi soggetti, a partire dal socio storico e italiano Marco Tronchetti Provera per passare dal governo Meloni (che attuò due golden power sulla società della Bicocca), si erano consumati degli scontri, anche in assemblea, senza addivenire alla certezza che lo strategico mercato Usa per il segmento premium era salvo.
Pirelli USA, di che cifre parliamo?
Circa il 20% del fatturato di Pirelli viene dagli Stati Uniti, quindi su un fatturato 2025 da 6,77 miliardi di euro circa 1,35 miliardi di euro sono a stelle e strisce (trascuriamo l’evoluzione dei cambi e dei dazi, ma sono fattori che poi probabilmente si sentiranno a fine anno).
Già di per se un quinto del fatturato non è poco, ma è la qualità di questo giro d’affari, altamente redditizio perché originato dall’offerta più tecnologica del gruppo Pirelli, ossia appunto dal Cyber Tyre, che metteva sull’attenti un po’ tutti gli stakeholder (e shareholder): gli Stati Uniti coprono da soli il 40% del mercato premium degli pneumatici mondiali e quindi sono il “place to be” di chi fa gomme e tecnologia per le vetture. Irrinunciabili.
Pirelli USA, l'investimento e l'ok del BIS preparati da una vendita di Sinochem
Così si arriva al sigillo di oggi. Ma come un investimento da un miliardo di euro, ossia 1,2 miliardi di dollari, per portare l'impianto in Georgia da 500 mila a 6 milioni di pneumatici car nel 2033 non è un impegno sufficiente per ‘garantire’ l’amministrazione Trump?
Senz’altro, ma non sarebbe stato possibile probabilmente senza l’intervento del governo italiano che ha limitato a 3 membri la rappresentanza cinese nel board della Bicocca (per inciso hanno votato ieri tutti contro l’investimento USA) e senza la decisione del giovane miliardario ceco Michal Strnad di questa estate di comprare il 14,38% di Pirelli da Sinochem.
Certo Strnad ha potuto comprare perché Sinochem ha deciso di vendere e quindi di ridursi al 20,12% del capitale della Bicocca, quindi c’è già stata una presa d’atto almeno parziale del socio orientale, tuttavia l’ok del BIS americano (Bureau of Industry and Security) alla commercializzazione del sistema Cyber di Pirelli senza dubbio sblocca una situazione di stallo che durava fin da troppo tempo e anche gli investimenti monstre della Bicocca sicuramente saranno graditi a Washington.
Pirelli, i target 2026 invariati: ecco quali sono
Oltretutto Pirelli ha precisato che produrranno mille nuovi posti di lavoro a regime, ma non peseranno sui target 2026 e sul rapporto capex/ricavi nel periodo 2027-2033 (siamo al 6% nel 2025 e al 5% nel primo semestre).
L’obiettivo per quest’anno è di vendite sostanzialmente piatte o leggermente in crescita (da -0,4% a +2,6% il range fornito tra 6,75 e 6,95 miliardi di euro, che nel mid-point a 6,85 mld varrebbe una crescita dell’1% circa).
L’EBIT adjusted è previsto al 16% ancora, come negli ultimi anni, quindi nel mezzo della forchetta previsionale a quasi 1,1 miliardi di euro. Ma bisogna fare una precisazione, la differenza tra dati reported ed adjusted, sostanzialmente da attribuire a effetto cambi, iperinflazione in Argentina e Turchia e variazioni di perimetro (vendita Dakia AB), è stata rilevante nella prima metà di quest’anno: un ebitda adjusted da 814,5 milioni di euro a fronte di un ebitda ‘reported’ da 794,5 milioni e soprattuto un ebit adjusted da 557,8 mln (-0,1%) a fronte di un ebit ‘all inclusive’ da 492,2 milioni (+2,6%).
Gli obiettivi di fine anno quindi mantengono per il 2026 anche il target di investimenti da 450 milioni di euro (un po’ più dell’anno scorso con un capex/ricavi del 6,5%); un obiettivo di generazione di cassa netta ante dividendi e impatto jv cinese Xushen Tyre a circa 500 milioni di euro; una Posizione finanziaria netta a -1,2 miliardi di euro; un Rapporto fra PFN/ Ebitda Adjusted 2026 di circa 0,75 volte.
- •
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n
Pirelli, l'uscita di Tanzi è l'occasione per un giro di vite alla governance, mentre Tronchetti sale al 29,9%
L’uscita a 62 anni del direttore generale Francesco Tanzi, storico manager della società, fornisce al gruppo l’occasione per un riassetto della governance che elimina questo ruolo: il manager è oltretutto vincolato per due anni alla non concorrenza e supporterà la transizione fino al 31 dicembre di quest’anno.
Anche la notizia che a monte della catena proprietaria MTP, la holding del presidente esecutivo Marco Tronchetti Provera (ma c’è dentro anche la famiglia alleata cinese Niu al 49%), è salita oggi al 29,9% del capitale di Pirelli rilevando il 3,34% di Camfin Alternative Assets (CAA) da una banca va circostanziata: scadenza il 2 ottobre 2025 la finestra per l’operazione e si è preferito attendere la conclusione del cda di ieri per procedere entro i termini.
Pirelli, per superare le resistenze sul grafico servirà molto di più
Dopo l’annuncio del maxi investimento americano di Pirelli, Equita ha alzato il prezzo obiettivo a 6,7 euro (+2%), ma ha mantenuto un giudizio Hold sul titolo.
L’azione oggi ha fatto un primo allungo a 6,655 euro per poi ripiegare in queste ore a € 6,585 euro con un vantaggio sul riferimento dello 0,15% Forse dopo gli acquisti di Strnad si dava già per scontato questo esito e l’accordo con il BIS Usa. Forse investimenti che andranno a regime nel 2033 soltanto con ricavi aggiuntivi stimati da Equita a oltre 600 milioni richiederanno tempi un po’ troppo lunghi per i ROE di mercato e l’operatività giornaliera di questa fase finanziaria.
Sicuramente per superare la trendline discendente dai massimi del 3 luglio a 7,165 euro e oggi in transito per 6,7 euro circa e oltrepassare anche gli ostacoli statici di 6,675 euro (top del 15 giugno scorso) serviranno però volumi in acquisto decisamente più rilevanti e impulsi ai prezzi di tutt’altra portata.