Anticipazioni Chi L'ha Visto del 23 settembre 2026 con Raffaella Griggi, da Aurora Tila a Domenico Manzo
pubblicato:Raffaella Griggi apre la nuova stagione di Chi l'ha Visto?. Il 23 settembre ci sarà spazio per il femminicidio di Aurora Tila, la scomparsa di Maria Chindamo e il processo per Domenico Manzo

Mercoledì 23 settembre ritorna Chi l'ha Visto?. Al timone del format di Rai 3 ci sarà l'inviata Raffaella Griggi, che prende il posto di Federica Sciarelli. In scaletta, per questa prima puntata, ci saranno il femminicidio di Aurora Tila e i casi di Maria Chindamo e Domenico Manzo. Lo spazio principale, ovviamente, sarà dedicato agli appelli per le persone scomparse. Non mancheranno documenti inediti ed esclusive.
A Chi L'ha Visto il femminicidio di Aurora Tila
Secondo le statistiche, Aurora Tila è la più giovane vittima di femminicidio in Europa. Il 10 settembre 2026 la Corte d'Appello di Bologna ha confermato la condanna nei confronti dell'ex fidanzato, ma ha ridotto la pena disposta in primo grado da 17 a 15 anni di reclusione. Il giovane, minorenne durante il processo di primo grado presso il Tribunale dei Minori, ha ammesso di aver ucciso la ragazzina.
I fatti
I fatti risalgono al 25 ottobre 2024. Aurora Tila, appena 13 anni, verso le 8 di mattina stava uscendo dal condominio di via IV novembre, a Piacenza, dove viveva con la famiglia, per andare a scuola. Ad attenderla all'ingresso aveva trovato l'ex fidanzato, allora 15enne, che le aveva proposto di salire al settimo piano per parlare. Aurora lo aveva assecondato, ma dopo pochi minuti era precipitata dal settimo piano rovinando tre piani più sotto, su un terrazzo, morendo sul colpo.
Le indagini
L'ex fidanzato aveva raccontato che la 13enne si era lanciata volontariamente, ma a smentirlo era stata l'autopsia, che aveva rilevato lesioni sulle nocche di Aurora, ma anche la testimonianza di un residente del palazzo di fronte, che aveva assistito al momento in cui la 13enne rimaneva appesa al parapetto del terrazzo mentre il giovane la colpiva per farla precipitare.
Secondo le anticipazioni, prima di morire Aurora Tila avrebbe percepito il pericolo ma anziché chiedere aiuto ad amici e famiglia aveva chiesto consiglio all'intelligenza artificiale.
Il caso Maria Chindamo
La scomparsa
Quella di Maria Chindamo (qui la scheda completa) è una vicenda legata alla 'ndrangheta. Il 6 maggio 2016, a 42 anni, Maria scomparve mentre si trovava a Limbadi (Vibo Valentia), di fronte alla sua azienda agricola nella contrada Carini, in località Montalto. A poca distanza fu ritrovata la Dacia Duster della donna, con il motore ancora acceso. Un anno prima suo marito, Ferdinando Punturiero, si era tolto la vita perché la donna aveva chiesto la separazione.
A dare l'allarme era stato un dipendente della piantagione di kiwi, che avvisò il fratello della donna, Vincenzo Chindamo, chiedendo: "Qui c'è l'auto di Maria sporca di sangue ma lei non c'è. Come mai?".
Le indagini
Le indagini portarono al sospetto che quello di Maria Chindamo fosse un omicidio legato ad ambienti mafiosi: il clan Mancuso, infatti, era interessato all'acquisto del terreno di proprietà di Maria, che aveva sempre rifiutato l'offerta.
Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro arrivarono a una svolta nel 2019, quando un collaboratore di giustizia del clan Mancuso fece il nome di Salvatore Ascone, proprietario di un terreno confinante con l'azienda della donna, e lo accusò di aver agito in concorso con Vincenzo Punturiero, ex suocero di Maria e da sempre accusatore della donna per il suicidio del figlio.
Un omicidio legato alla 'ndrangheta? Cosa sappiamo
Ascone avrebbe manomesso il sistema di videosorveglianza dell'azienda agricola della 42enne per cancellare le immagini del delitto. Questa ricostruzione, va detto, arriva dalle rivelazioni di un altro collaboratore di giustizia, Antonio Cossidente, che da Mancuso avrebbe raccolto la confessione dell'omicidio: Maria Chindamo sarebbe stata fatta "macinare con un trattore o data in pasto ai maiali".
8 persone indagate
Il 10 settembre 2026 il pm Annamaria Frustaci ha iscritto 8 persone nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso, ma anche distruzione e occultamento di cadavere.
L'accusa sostiene che Vincenzo Punturiero (oggi deceduto), per vendicarsi del suicidio del figlio, abbia favorito il clan Mancuso per la vendita della piantagione di kiwi dell'ex nuora che sarebbe andata in gestione a Salvatore Ascone, che quindi avrebbe partecipato al delitto. Il processo per l'omicidio di Maria Chindamo è ancora in corso. In studio a Chi l'ha Visto? ci sarà Vincenzo, il fratello della donna.
Le altre anticipazioni: la scomparsa di Domenico Manzo
La scomparsa dell'8 gennaio 2021
Domenico Manzo (qui la scheda completa), 69 anni, scomparve da Prata di Principato Ultra (Avellino) l'8 gennaio 2021, dopo una lite con la figlia Romina Manzo durante una festa di compleanno con quest'ultima. A seguito del litigio, Domenico uscì di casa e di lui si persero completamente le tracce.
Le indagini: Domenico Manzo ucciso per futili motivi
Oggi Romina è indagata per favoreggiamento, mentre i suoi amici Alfonso Russo e Loredana Scannelli, in una prima istanza indagati per sequestro di persona, devono ora rispondere di omicidio aggravato dai futili motivi.
Brevemente, il 69enne contestava alla figlia le cattive frequentazioni: secondo l'uomo, i suoi amici approfittavano di un risarcimento di 260 mila euro ottenuto come indennizzo dopo un incidente, specialmente Russo. La scomparsa e il possibile omicidio di Domenico Manzo, dunque, potrebbero avere a che fare con il denaro e la droga.