La prof Isabella Marsilio accoltellata a scuola si dichiara "di destra, non fascista": il punto sulle indagini

di Luca Mastinu pubblicato:
4 min

La maglietta con la sigla "TMD" che sta per "Total Muslim Death", l'accelerazionismo e i contatti sui social: dietro l'aggressione della scuola di Centocelle potrebbe celarsi una rete ben più ampia legata al suprematismo

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Il focus mediatico sul caso di Isabella Marsilio, la professoressa di 66 anni accoltellata venerdì 18 settembre all'interno della sua aula della scuola media Giovanni Verga, a Roma, si sposta continuamente. Da un lato, su quei post sulla remigrazione pubblicati dalla docente sul suo profilo Facebook, ora scomparso; dall'altro, sulla presunta rete suprematista e accelerazionista che potrebbe aver ispirato il gesto del 13enne autore reo confesso dell'aggressione. Nel frattempo, la vittima ha chiarito di non essere fascista ma di sposare comunque ideologie di destra che non hanno - dice - mai influito sul suo lavoro e sul rapporto con gli studenti. A proposito dei retroscena dell'aggressione, invece, si tenta di scavare tra i gruppi Telegram più nascosti, ma anche su altre piattaforme.

Isabella Marsilio: "Il punto è essere di destra, non fascista"

Isabella Marsilio ha chiuso il suo profilo Facebook. Dopo la terribile aggressione di venerdì 18 settembre, infatti, è subito emerso che la docente ha spesso espresso sui social il suo pensiero politico, orientato sulla linea di Roberto Vannacci. Per questo motivo è stata tacciata di intolleranza verso le minoranze, dunque di razzismo, fascismo e nazismo. Intervistata dal Corriere della Sera, Isabella Marsilio lamenta di essere stata "massacrata in un modo spietato", e restituisce l'appellativo di "fascista" a chi l'ha attaccata.

Poi chiarisce: "Il punto è essere di destra, non fascista. Ed è ridicolo parlare ancora di fascismo, finito nel ‘45". E ancora: "La mia posizione non prevede sovranismo o difesa della razza", e sottolinea che essere di destra significa "libertà, rispetto della propria storia, dei propri valori, ordine, rispetto". Aggiunge, quindi: "Se tutto quello che ho elencato significa essere fascisti, allora sì, sono fascista".

Dopo la drammatica aggressione, in ogni caso, la professoressa si dice pronta a ritornare tra i suoi alunni della 2D e della 3D del Giovanni Verga (qui la tabella dei docenti che abbiamo consultato), ma soprattutto ad abbracciare il 13enne che l'ha accoltellata davanti ai compagni di classe.

La prof Isabella Marsilio accoltellata a scuola si dichiara

Cosa sappiamo sulla rete ispiratrice dell'aggressore

Nel frattempo la Procura ordinaria di Roma ha ricevuto l'informativa degli investigatori per fare luce sulla rete social frequentata dal 13enne, che mentre aggrediva la prof Isabella Marsilio stava trasmettendo il video ad alcuni contatti su Telegram.

I carabinieri, quindi, coordinati dalla Procura dei Minori, stanno passando al setaccio la rete di contatti del 13enne. Hanno scoperto, ad esempio, che poco prima dell'attacco aveva aperto TikTok e, in una chat frequentata da altri 22 utenti, aveva scritto: "Guys, guardate il tg dopo". Ma questa è soltanto la superficie. Dietro chat e community frequentate dal minorenne c'è una rete che potrebbe condurre fino a server russi. Agli inquirenti il 13enne ha spiegato di aver aggredito la sua prof per i debiti in italiano e storia, ma la Procura dei Minori sa che dietro c'è molto di più di una delusione sul rendimento scolastico.

  

La pista dell'accelerazionismo

Se consultiamo il database del Global Project Against Hate And Extremism, troviamo la sigla "TMD" che il 13enne riportava sulla t-shirt indossata il 18 settembre, quando ha aggredito Isabella Marsilio.

"TMD" sta per "Total Muslim Death" ed è uno slogan spesso usato nelle varianti suprematiste - di destra, quindi - dell'accelerazionismo, una corrente che mira alla distruzione del capitalismo ma con strategie di violenza estrema. "TMD", del resto, è un'evoluzione della sigla "TND", ovvero "Total Ni**er Death" con altre varianti ispirate all'odio razziale e alla distruzione.

I fatti

Come noto, a documentare l'aggressione è stato lo stesso 13enne. Intorno alle 9:20, dopo aver filmato i preparativi nei bagni della scuola, l'aggressore è uscito dai bagni e si è diretto verso l'aula, dove Isabella Marsilio - che insegna italiano e storia - stava svolgendo la sua lezione.

Il 13enne le ha spruzzato dello spray al peperoncino sul volto per poi colpirla con tre fendenti che l'hanno raggiunta tra l'ascella e il seno sinistro. In quel momento è intervenuto un compagno di classe che ha bloccato l'aggressore. Durante l'atto, quest'ultimo non ha preferito parola. Una volta fermato, si presentava agitato e in stato di choc. La docente ha ricevuto una prognosi di sette giorni ed è stata dimessa poche ore dopo il trasporto all'ospedale.

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Informazioni sull'autore:

Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.