Femminicidio di Aurora Tila, spuntano le chat con ChatGPT: "Mi ha dato una sberla, temo che possa fare altro"
pubblicato:Nelle conversazioni tra Aurora Tila e ChatGPT era presente tutta la paura che la 13enne provava nei confronti dell'ex ragazzo, allora 15enne. L'intelligenza artificiale l'aveva messa in guardia: "Rivolgiti a un centro antiviolenza"

Aurora Tila aveva percepito il pericolo, ma anziché parlare con la madre e le amiche aveva chiesto un consiglio a ChatGPT. La vicenda è nota: la 13enne morta a Piacenza è la vittima più giovane di femminicidio in Europa, secondo l'avvocato Emilio Malaspina che assiste la madre. All'intelligenza artificiale raccontava quanto fosse "impossibile lasciarlo", riferendosi all'ex fidanzato, perché "lui impazzisce". Poi si interrogava se la sua fosse una relazione tossica.
Lo scambio tra Aurora Tila e ChatGPT
Nel corso della puntata di Chi l'ha Visto? andata in onda mercoledì 23 settembre sono stati mostrati gli scambi tra Aurora Tila e ChatGPT. La 13enne rivelava di non avere il coraggio di parlare del suo problema con la madre e le amiche, quindi si era affidata all'intelligenza artificiale per avere risposte sul rapporto turbolento con l'ex fidanzato, oggi reo confesso del femminicidio.
In una conversazione, Aurora raccontava un episodio in cui l'ex fidanzato era andato ad aspettarla a scuola, per poi strattonarla davanti alle amiche perché pretendeva di passare del tempo con lei. La ragazzina scriveva: "L'ho lasciato, ma è impossibile lasciarlo. Lui impazzisce, giuro. Dovevi vedere oggi che scena del ca**o ha fatto".
ChatGPT rispondeva che il giovane si era "comportato in modo veramente tossico" e che quegli atteggiamenti si verificavano "quando le cose non vanno come vuole". Aurora aggiungeva che l'ex fidanzato l'aveva minacciata di raccontare in giro il loro privato qualora lei avesse trovato un nuovo ragazzo.
"Mi ha dato una sberla, temo che possa fare altro"
"Mi ha dato una sberla, però ho paura che possa arrivare ad altro con le mani", aggiungeva Aurora Tila, e l'intelligenza artificiale l'aveva messa in guardia da quel "segnale molto grave" che preannunciava un pericolo. Poi il consiglio: "Rivolgiti a un centro antiviolenza, puoi chiamare il numero 1522".
Aurora, quindi, chiedeva: "Come si fa a distinguere un amore vero da un amore tossico?". ChatGPT aveva elencato i segnali dell'amore tossico: "Controllo e gelosia, critiche costanti e disprezzo". "Avevo pensato di parlarne a mia madre, ma lei alla fine darebbe la colpa a me", aveva replicato Aurora. Morena Corbellini, la madre della 13enne, dallo studio di Chi l'ha Visto? ha commentato: "Io avrei sporto denuncia, sono una persona molto decisa". "Aurora aveva paura che l'avrei denunciato", aggiunge. "Intanto, non era un fidanzato", precisa la donna, "sono le prime cotte, i primi sentimenti, io non ho permesso nessun fidanzamento".
Il femminicidio a Piacenza
Alle 8 di mattina del 25 ottobre 2024 Aurora Tila, 13 anni, stava uscendo di casa per andare a scuola. L'ascensore del condominio di via IV Novembre, a Piacenza, aveva appena toccato terra quando la ragazzina era stata sorpresa alle spalle dall'ex fidanzato, che le aveva proposto di salire al settimo piano per parlare.
Pochi istanti dopo, la 13enne era precipitata dal settimo piano rovinando su un terrazzo del quarto piano, ed era morta sul colpo. L'ex ragazzo, allora 15enne, aveva raccontato che Aurora si era lanciata nel vuoto, ma il suo racconto era stato smentito da un testimone, una persona che viveva di fronte al palazzo di via IV novembre, che aveva assistito all'istante in cui Aurora Tila si aggrappava al parapetto mentre lui la colpiva per farle mollare la presa.
Sulle nocche della 13enne, inoltre, erano presenti lesioni inequivocabili. Nel novembre 2025 il giovane era stato condannato a 17 anni di reclusione, pena ridotta ad anni 15 il 10 settembre, con la sentenza della Corte d'Appello. All'inizio del processo di secondo grado, l'imputato aveva confessato. Aurora Tila è una delle 106 vittime di femminicidio del 2024 (secondo l'Istat). La legge sul femminicidio è entrata in vigore il 17 dicembre 2025, più di un anno dopo la sua morte.
Per il principio dell'irretroattività, all'ex fidanzato (oggi detenuto presso il carcere minorile di Catanzaro) non può essere contestato il reato di femminicidio. I giudici di primo e secondo grado, infatti, gli hanno contestato il reato di omicidio volontario pluriaggravato da tre elementi: stalking, minore età della vittima e sussistenza di una relazione affettiva. Per il processo, l'imputato ha scelto il rito abbreviato.