Asia Pacifico, prevalgono le vendite. A Tokyo Nikkei 225 -1,05%

di FTA Online News pubblicato:
2 min
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

La settimana calda delle banche centrali comincia con la Bank of Japan che, come da attese, ha deciso di mantenere invariati i tassi d'interesse allo 0,75% La Banca centrale del Giappone ha però evidenziato il rialzo dei prezzi del petrolio greggio con la nuova crisi in Medioriente e di conseguenza ha ridotto le stime sulla crescita, prevedendo un calo dei profitti delle imprese e dei redditi reali delle famiglie. In particolare le stime sulla crescita del Pil del Giappone nel 2026 passano dal range 0,8/1,0% di gennaio a una forchetta tra lo 0,4% e lo 0,7%
Crescono invece le stime sull'inflazione core (senza alimentari freschi) a un range tra il 2,8% e il 3,0% (previsioni di gennaio tra l'1,9% e il 2,0%). Nonostante sia previsto un graduale rallentamento dei prezzi nel 2027 fino al ritorno al 2% nel 2028, aumenta in pratica la pressione per graduali incrementi dei tassi d'interesse per far fronte ai rischi al rialzo dei prezzi.
Pubblicati anche il dato della disoccupazione giapponese di marzo, in crescita come da attese dal 2,6% di febbraio al 2,7%, e quello sull'inflazione core (senza alimentari freschi) passata dal 2,2% al 2,5% a marzo.

A Tokyo il Nikkei 225 segna in chiusura un ribasso dell'1,05% mentre il Topix registra un rialzo dello 0,99 per cento. Il quotidiano Nikkei evidenzia che Toyota ha tagliato del 30% le stime di produzione di auto elettriche e rivisto a un milione di auto la proiezione sulle vendite globali al 2026: il titolo chiude la seduta con un -1,28% Sul listino nipponico pesano chiaramente gli annunci della Banca centrale giapponese mentre le tensioni in Medioriente non calano e i prezzi del petrolio continuano a crescere con il WTI che anche in queste ore cresce dell'1,99% a 98,29 dollari.

In rialzo invece a Seoul l'indice Kospi che chiude con un +0,39% la seduta ed estende i recenti rialzi. Secondo alcuni osservatori, nonostante la crescita dei rischi sui prezzi collegata alla crisi iraniana, la forte domanda di microprocessori, che registrano importanti produttori in Corea del Sud, ha sostenuto di recente l'azionario coreano.

Negative le maggiori piazze finanziare della Repubblica Popolare: lo Shanghai Composite cede l'1,07% Negativo anche lo Shenzhen (-1,13%), mentre l'Hang Seng di Hong Kong perde lo 0,85% Oggi Xi Jinping dovrebbe presiedere un meeting dell'Ufficio politico del Partito comunista cinese per valutare l'attuale situazione economica del Paese.

A Sydney è negativo anche l'S&P/ASX 200 (-0,64%) in chiusura. In Australia alcuni osservatori ritengono che il prossimo arrivo dei primi dati che dovrebbero incorporare l'impatto della crisi iraniana porranno le basi per un rialzo dei tassi da parte della Banca d'Australia la prossima settimana.

GD - www.ftaonline.com