Asset allocation: i quattro mercati mandano un messaggio agli investitori

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Il mercato dei Treasury sarà l'ago della bilancia per capire se il rally azionario può continuare

Asset allocation: i quattro mercati mandano un messaggio agli investitori
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Asset allocation: cosa ci dicono davvero i quattro mercati? Azioni ancora forti, ma aumentano i segnali di prudenza.

Obbligazioni e materie prime tornano protagoniste

L'analisi intermarket è uno degli strumenti più efficaci per comprendere se il rialzo delle Borse sia sostenibile oppure stia iniziando a perdere forza.

Osservare contemporaneamente mercato obbligazionario, materie prime, azioni dei Paesi sviluppati ed emergenti consente infatti di cogliere in anticipo eventuali cambiamenti del ciclo economico e finanziario.

In questa fase il quadro rimane nel complesso favorevole agli investimenti azionari, ma stanno emergendo alcuni segnali che invitano alla prudenza.

Asset allocation: i quattro mercati mandano un messaggio agli investitori

Il primo riguarda il Treasury decennale statunitense. Le quotazioni continuano a muoversi all'interno del triangolo che le contiene ormai da oltre un anno e mezzo, ma si trovano nella parte inferiore della figura.

Questo significa che il mercato continua a prezzare rendimenti elevati. Una rottura del lato inferiore del triangolo provocherebbe un'ulteriore discesa del prezzo dei Treasury e quindi un nuovo rialzo dei rendimenti.

Per le Borse non sarebbe una buona notizia. Rendimenti obbligazionari più elevati aumentano infatti l'attrattiva dei titoli di Stato rispetto alle azioni.

Per molti investitori istituzionali diventerebbe conveniente ridurre l'esposizione azionaria per incrementare quella obbligazionaria, dando vita al classico effetto sostituzione tra bond ed equity.

Anche il comportamento delle materie prime merita attenzione.

Dopo il forte rally alimentato dalle tensioni geopolitiche e dall'impennata dei prezzi energetici, l'indice Bloomberg Commodity sta attraversando una fisiologica fase di consolidamento, pur rimanendo ampiamente sopra la media mobile di lungo periodo.

Se i prezzi dovessero tornare rapidamente sui massimi, aumenterebbe il rischio di nuove pressioni inflazionistiche, limitando ulteriormente i margini di manovra delle banche centrali.

Le Borse restano forti, ma i mercati emergenti iniziano a rallentare

Sul fronte azionario il quadro continua invece a essere costruttivo.

L'MSCI World, che rappresenta i mercati sviluppati, rimane vicino ai massimi storici e continua a trovare sostegno sulla media mobile esponenziale a 10 settimane, riferimento tecnico che accompagna il rialzo ormai da molti mesi.

Finché questo supporto terrà, il trend di fondo rimarrà saldamente impostato al rialzo.

Qualche segnale di rallentamento emerge invece dall'MSCI Emerging Markets.

Dopo il brillante recupero dei mesi scorsi, i mercati emergenti stanno attraversando una fase di consolidamento che, almeno per il momento, appare fisiologica.

Anche in questo caso, però, i prezzi restano sopra la media mobile di medio periodo e il quadro tecnico non mostra ancora segnali di inversione strutturale.

L'impressione è che gli investitori stiano iniziando a selezionare con maggiore attenzione i mercati e i settori su cui concentrare i capitali, privilegiando le aree che continuano a mostrare una crescita degli utili più robusta e maggiore stabilità macroeconomica.

L'asset allocation resta favorevole alle azioni, ma il mercato obbligazionario sarà decisivo

Nel complesso, il messaggio che arriva dai quattro mercati è ancora positivo. Le azioni mantengono la leadership, mentre le materie prime stanno correggendo senza compromettere il trend di lungo periodo.

Il vero elemento da monitorare nelle prossime settimane sarà però il comportamento del mercato obbligazionario americano.

Un nuovo rialzo dei rendimenti dei Treasury potrebbe infatti modificare profondamente gli equilibri tra le diverse asset class, riducendo l'appetito per il rischio e aumentando la pressione sulle valutazioni dei mercati azionari, soprattutto su quelli caratterizzati dai multipli più elevati.

Per questo motivo, oggi più che mai, l'asset allocation non può limitarsi a osservare le Borse.

È l'interazione tra obbligazioni, materie prime e azioni a fornire le indicazioni più preziose sulla direzione dei mercati nei prossimi mesi.

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