Azimut cede il 2,70% nonostante la raccolta: decisivo il supporto a 36,50-36,75 euro

di FTA Online News pubblicato:
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Il titolo testa contemporaneamente il 38,2% di ritracciamento e la base del canale rialzista: una rottura aprirebbe spazio verso 35,50-36 euro

Azimut cede il 2,70% nonostante la raccolta: decisivo il supporto a 36,50-36,75 euro

Azimut Holding termina la seduta a 36,75 euro, in ribasso del 2,70%, dopo avere oscillato tra 36,49 e 37,76 euro. La flessione si verifica nonostante i dati positivi sulla raccolta e riflette anche la marcata debolezza che ha interessato il comparto finanziario europeo.

Il gruppo ha registrato a settembre una raccolta netta di 683 milioni di euro. Le attività globali hanno generato nei primi nove mesi dell’anno flussi complessivi per circa 6 miliardi, portando Azimut in netto anticipo rispetto all’obiettivo previsto per l’intero esercizio.

Raccolta solida, ma prevale la debolezza del settore finanziario

La reazione negativa del titolo non sembra quindi derivare dal dato mensile, che conferma la capacità del gruppo di attrarre nuovi capitali. A pesare è soprattutto il deterioramento del clima sui mercati finanziari europei. Piazza Affari ha accelerato al ribasso nella seconda parte della seduta, registrando una delle flessioni più ampie tra i principali listini continentali.

Il settore bancario europeo ha perso oltre il 3%, trascinando anche società finanziarie e operatori del risparmio gestito.

Per Azimut la volatilità dei mercati può incidere attraverso due canali: da una parte riduce il valore delle masse amministrate, dall’altra può rallentare la propensione dei clienti ad assumere rischio.

Una raccolta positiva rappresenta comunque un elemento di sostegno, perché segnala che gli afflussi commerciali rimangono solidi anche in una fase meno favorevole per le quotazioni.

Tensione sui titoli di Stato europei

La pressione sul settore finanziario accompagna una seduta particolarmente volatile sul mercato obbligazionario.
Il rendimento del decennale francese ha raggiunto nel corso della giornata i massimi dal 2002, prima di stabilizzarsi intorno al 4,87%, mentre lo spread rispetto al Bund è salito in area 140 punti base.

Il rendimento del Btp decennale si è portato intorno al 4,64%, quello del titolo spagnolo al 4,13%, mentre il Bund ha concluso la fase europea vicino al 3,48%. Il Gilt britannico decennale ha trattato intorno al 5,45%.

Rendimenti così elevati aumentano la concorrenza esercitata dalle obbligazioni nei confronti dei prodotti di risparmio gestito e possono ridurre il valore di mercato dei portafogli obbligazionari.

La persistenza delle tensioni sui titoli di Stato costituisce quindi un fattore da monitorare anche per Azimut, nonostante la buona dinamica della raccolta.

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Analisi tecnica: test decisivo a 36,50-36,75 euro

La seduta porta Azimut su un’area tecnica particolarmente importante. Il minimo a 36,49 euro e la chiusura a 36,75 coincidono infatti con due riferimenti: il 38,2% di ritracciamento del rialzo partito dai minimi di marzo; la base del canale rialzista che accompagna il recupero degli ultimi mesi. La sovrapposizione dei due livelli rende l’area compresa tra 36,50 e 36,75 euro un supporto decisivo.

La presenza di una lunga candela ribassista mostra però che la pressione in vendita rimane elevata e che, per il momento, non è ancora comparso un chiaro segnale di reazione. Una tenuta del supporto, seguita dal recupero di 37,20-37,50 euro, potrebbe favorire un primo rimbalzo verso 38-38,20 euro.

Soltanto il superamento di questa fascia attenuerebbe realmente la pressione ribassista, aprendo spazio verso 39-39,50 euro e successivamente verso i massimi in area 40-40,30 euro.

Che cosa accadrebbe sotto 36,50 euro

Una chiusura confermata al di sotto di 36,50 euro determinerebbe invece la violazione sia del ritracciamento sia del lato inferiore del canale. Il segnale suggerirebbe che la correzione iniziata dai massimi di settembre non è ancora terminata. In questo scenario i successivi obiettivi sarebbero individuabili a: 36-35,90 euro, dove transita la media mobile di medio periodo; 35,50-35,60 euro, corrispondente al 50% di ritracciamento; 34,40-34,50 euro, area del 61,8% e importante supporto già testato a luglio.

La perdita di 34,40 euro trasformerebbe la correzione in un deterioramento più profondo della tendenza, con il rischio di un ritorno verso 33-33,30 euro.

Azimut si trova quindi su un vero bivio tecnico: la raccolta resta un elemento fondamentale favorevole, ma il grafico richiede una reazione immediata da 36,50-36,75 euro.

Senza un recupero rapido, la violazione della base del canale potrebbe prevalere sui positivi dati commerciali e prolungare la fase correttiva.

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