Azioni MPS contrastate, piano e AD sul tavolo

di Simone Ferradini pubblicato:
2 min

Management e consulenti sono al lavoro sul piano di integrazione di Mediobanca, si discute anche della conferma di Lovaglio (come vorrebbe il Tesoro)

Azioni MPS contrastate, piano e AD sul tavolo

Mattinata incerta per Banca MPS. Il titolo era partito bene in un contesto difficile per i mercati azionari europei, ancora alle prese con le minacce di Trump. Il funambolico presidente USA punta ad acquistare la Groenlandia con un'offerta che non si può, anzi non si deve, rifiutare: chi avrà l'ardire di opporsi verrà colpito con dazi del 10%. Trump ha addirittura paventato una tariffa ad hoc del 200% su vini e champagne francesi per convincere Macron ad aderire alla sua iniziativa Board of Peace per Gaza.

La questione piano e l'integrazione con Mediobanca

Sul Monte sono attive diversi temi di discussione. Il primo riguarda il piano industriale che comprende l'integrazione della recentemente acquisita Mediobanca. Nei giorni scorsi manager e consulenti hanno discusso del problema senza arrivare a una definizione della soluzione. Nel documento di offerta di MPS la strada era quella della fusione, e prevedeva sinergie da 700 milioni di euro in tre anni.

Ora invece si fa strada l'ipotesi di integrazione a tappe e addirittura di ripristino del flottante di Piazzetta Cuccia al 30% (al momento di poco superiore al 13% dato che MPS ha l'86,3%), ipotesi gradita non da pochi. Una decisione dovrà essere presa in tempi abbastanza brevi dato che Rocca Salimbeni vorrebbe presentate il piano entro fine febbraio.

Il destino dell'a.d. Lovaglio

L'altro tema è quello della riconferma o meno dell'a.d. Luigi Lovaglio per un nuovo mandato. Secondo fonti sentite da Reuters il Tesoro (ha una partecipazione del 4,9% di MPS) guarda con favore a un nuovo mandato per l'a.d. Luigi Lovaglio e non appoggerà altre liste che non includano l’attuale numero uno. Il manager è in carica dal 2022 e ha guidato il piano di ristrutturazione di Rocca Salimbeni, come ricordato a dicembre dal titolare del MEF Giancarlo Giorgetti. L'assemblea per il rinnovo del cda è in programma il 16 aprile.

Caltagirone (secondo azionista del Monte con poco più del 10%) si trincera dietro il silenzio in attesa che il cda decida sulla sua eventuale lista. Il primo azionista Delfin (17,5%) al momento tace anche alla luce delle recenti indiscrezioni (smentite con comunicato) sulle trattative per la vendita della quota a Unicredit e sulla volontà di cinque degli otto eredi di Leonardo Del Vecchio di cedere le partecipazioni finanziarie detenute dalla holding.

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