The Italian Sea Group su e giù tra le onde
pubblicato:Mattinata movimentata per il gruppo in crisi che però interessa a diversi soggetti: anche Ferretti poteva essere tra questi ma chi avrà il timone?

Mattinata movimentata per il settore della cantieristica da diporto premium. Nuovi rumor su The Italian Sea Group mentre Ferretti è ancora alle prese con il dossier governance.
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Sale l'interesse su The Italian Sea Group
In avvio di seduta The Italian Sea Group si è messa in evidenza con un'ottima performance, per poi invertire la rotta e annullate tutto il progresso. Il titolo ha toccato i massimi dal 24 febbraio arrivando a sfiorare il +8%. Gli acquisti sono scattati in scia alle ultime indiscrezioni: non c'è solo il family office di Leonardo Maria Del Vecchio a seguire con attenzione l'evolversi della situazione del gruppo di Carrara.
The Italian Sea Group lo scorso 19 febbraio perse il 35% in Borsa dopo che il cda ha dovuto prendere atto "dell’emersione di extra budget nella maggioranza delle commesse in progress", situazione che ha costretto l’azionista di maggioranza GC Holding (ha il 53,6% ed è controllato dall'a.d. e fondatore Giovanni c) ha intervenire con un finanziamento soci da 25 milioni di euro.
La situazione finanziaria è apparsa subito precari a nel giro di pochi giorni sono arrivate le voci secondo il family office di Leonardo Maria Del Vecchio segue da vicino la crisi del gruppo cantieristico di lusso. Sabato Il Tirreno ha rilanciato l'interesse della tedesca Lürssen, nome che era già emerso mesi addietro ipotizzando un'alleanza strategica o addirittura una joint venture , stanti i buoni rapporti tra Costantino e i vertici del cantiere teutonico.
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Ferretti e il tema del controllo
Ma non è finita qui dato che Milano Finanza riferisce che anche i colossi nazionali del settore seguono la situazione: Azimut Benetti, Sanlorenzo e Ferretti, quest'ultima però in secondo piano in quanto alle prese con l'impasse a livello governance in vista dell'assemblea del 14 maggio. In quell'occasione l'azionista di riferimento Weichai Group (ha il 37%) potrebbe doversi confrontarsi con la KKCG di Karel Komarek.
Quest'ultima ha infatti lanciato un'offerta parziale in partenza il 16 marzo: se avrà successo il magnate ceco si presenterà in assise con quasi il 30% controllato direttamente e non è detto che non riesca a convincere altri azionisti a formare un nocciolo duro per estromettere dal controllo il socio cinese, da alcuni accusato di bloccare lo sviluppo di Ferretti.
Proprio oggi Weichai ha risposto con un comunicato in cui critica questi commenti, mettendo in dubbio fonti e basi degli stessi e chiedendosi se siano appropriati in vista dell'offerta di KKCG.
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