Azioni Salvatore Ferragamo giù con settore e dollaro

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

Gruppo fiorentino molto debole in Borsa dopo risultati preliminari in calo e complice la debolezza del settore lusso

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Mattinata molto difficile per il settore lusso in Borsa. Le azioni sono trascinate al ribasso da LVMH, il gruppo numero uno al mondo del comparto per capitalizzazione di mercato.

LVMH affonda dopo i dati

LVMH cede oltre sette punti percentuali toccando i minimi da metà ottobre dopo la pubblicazione di risultati nel complesso in linea con le attese, se non leggermente meglio per quanto riguarda EBIT 2025 e ricavi del quarto trimestre. Barclays sottolinea però che la divisione Fashion & Leather Goods (la principale, quasi 50% dei ricavi totali, 75% dell'EBIT) è rimasta poco sotto il consensus a livello ricavi: questo potrebbe aver deluso le attese dei gestori dei fondi.

Pesa anche la debolezza del dollaro

Inevitabile che la negatività si sia espansa a tutto il settore lusso, complice un altro fattore. Ieri sera il dollaro ha toccato i minimi contro euro da giugno 2021 in scia ai commenti di Trump secondo cui il dollaro sta performando benissimo. Evidentemente il funambolico presidente americano è tutt'altro che dispiaciuto del deprezzamento del biglietto verde, nonostante il fatto che questo possa costituire un ostacolo all'agognato taglio dei tassi da pare della Fed.

In Trump prevale evidentemente la volontà di danneggiare le imprese europee che esportano negli USA: un dollaro debole rende i prodotti europei più cari per gli americani. Una sorta di dazio ma senza incassi per la Casa Bianca, non esattamente il massimo ma tant'è.

Ferragamo, ricavi in calo

Salvatore Ferragamo è sotto pressione anche per demeriti propri. Il titolo ha toccato i minimi dal 17 ottobre in scia ai risultati preliminari comunicati ieri dopo la chiusura del mercato. Nel quarto trimestre i ricavi si sono attestati a 282 milioni di euro, -2,0% a/a a cambi costanti -3,2% a cambi correnti, mentre l'esercizio 2025 va in archivio con ricavi a 977 milioni, -3,8% a/a a cambi costanti e -5,7% a cambi correnti.

Entrambi i dati evidenziano dinamiche simili a livello di canale di vendita. Il DTC (Direct to Consumer), ovvero i negozi monomarca (DOS) e le vendite online/piattaforme di e-commerce gestite direttamente, ha fatto segnare variazioni positive nel quarto trimestre (+6,3% a cambi costanti e +0,6% a cambi correnti) e nel 2025 a cambi constanti (+0,4%, -3,1% a cambi correnti).

Molto male invece il wholesale (vendite indirette) nel 2025 (oltre -17%) e soprattutto nell'ultimo trimestre (-30,6% a cambi costanti e -23,5% a cambi correnti). Fortunatamente il wholesale pesa per meno del 20% sui ricavi totali.

La segmentazione geografica vede nel 2025 in netto calo l'area Asia Pacifico (-15,6% e -11,5% a cambi constanti), debole l'Europa (-4,4% e -6,5%), meglio il Nord America (-0,9% e +3,1%) che è il primo mercato. A livello di categoria merceologica segnaliamo le difficoltà delle calzature (-11,1% e -8,1%) e la maggiore tenuta della pelletteria (-3,2% e -0,6%).

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