Balzo gas, l'errore delle scorte

di Simone Ferradini pubblicato:
2 min

Prezzo a quasi +50% da inizio settimana scorsa: è arrivato il freddo ma già in partenza le scorte erano scarse

Balzo gas, l'errore delle scorte
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Il mercato del gas si conferma in grande tensione. Ieri il Dutch TTF Natural Gas Future per consegna febbraio ha toccato a 41,900 euro/MWh il massimo da giugno, portando il rialzo da inizio settimana scorsa a sfiorare il 50%.

Volumi record sui future

Siamo lontanissimi dai livelli raggiunti nel 2022 con l'invasione dell'Ucraina e la rappresaglia UE dello stop alle importazioni dalla Russia (si raggiunsero i 350 euro/MWh), ma si tratta comunque di un rialzo eccezionale. Che la situazione sia fuori dal comune è certificato dai volumi record: Gennaio non è ancora finito ma siamo a oltre 2,3 milioni di contratti scambiati, contro il precedente record del marzo dello scorso anno a 2,2 milioni.

Le motivazioni sono due. La prima è rappresentata dall'ondata di freddo che ha investito l'Europa a partire della scorsa settimana, circostanza che ha spinto a un utilizzo maggiore degli impianti di riscaldamento che utilizzano caldaie a gas. Ma episodi di questo tipo si verificano più o meno tutti gli anni senza causare le oscillazioni del prezzo di mercato della materia prima che stiamo osservando.

Le scorte di gas, l'elemento critico

E veniamo quindi al secondo fattore, quello decisivo. L'abbassamento delle temperature visto a partire dai primi giorni del 2026 va infatti accoppiato al basso livello delle riserve di gas in Europa. Al 31 dicembre il tasso di riempimento dei magazzini era di quasi il 62% (dati GIE, Gas Infrastructure Europe, associazione tra gli operatori europei del settore delle infrastrutture per il gas). Ieri era crollato al al 47,63%, vicino al minimo degli ultimi 5 anni registrato nello stesso giorno, pari al 42,7%.

Troppo ottimismo, poche scorte

Un anno fa nello stesso giorno il tasso di riempimento delle scorte era del 57,60%, contro il 72,16% registrato al 31 dicembre 2024. Possiamo notare che la riduzione è simile a quella di quest'anno, il che ci riporta alla considerazione di cui sopra: fa freddo si, ma nulla di eccezionale. Il problema è che il livello di partenza delle scorte si è rivelato insufficiente. A ottobre-novembre (periodo di massimo riempimento) del 2024 il tasso aveva raggiunto il 95% mentre nel 2025 si è fermato all'83%. É stato quindi commesso un notevole errore di valutazione, forse basato sulla speranza di un inverno particolarmente mite.

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