Bitcoin tra rimbalzo tecnico e fragilità strutturale: il 2026 si apre in equilibrio instabile
pubblicato:ETF, flussi e ruolo di Strategy: possibili fattori di sollievo in un mercato ancora dominato dalla volatilità

Bitcoin in fase di equilibrio instabile
Bitcoin entra nel 2026 in una fase di equilibrio instabile, sospeso tra segnali tecnici di breve rimbalzo e una struttura di fondo che resta fragile dopo la violazione di livelli chiave nelle settimane precedenti.
Dal punto di vista grafico, la seduta odierna ha lasciato in eredità una candela “hammer”, con minimo in area 89.220 dollari, livello che coincide con il 50% di ritracciamento del rialzo avviato dal minimo del 18 dicembre.
È un segnale che suggerisce la presenza di acquisti in difesa e che apre la porta a un possibile tentativo di rimbalzo. In questo scenario, un primo obiettivo naturale è rappresentato dall’area 95.000 dollari, massimo del 9 dicembre e già testato il 5 gennaio.
Proprio i 95.000 dollari rappresentano però una resistenza cruciale: quel livello coincide con la base del canale crescente disegnato dal minimo di novembre, violata al ribasso il 15 dicembre e successivamente ritestata dal basso.
Finché i prezzi restano al di sotto di questa soglia, il segnale di debolezza generato dalla rottura del canale non può dirsi riassorbito. In altre parole, il mercato è oggi “preso tra due fuochi”: supporto a 89.220 e resistenza a 95.000, con un bias che rimane marginalmente a favore del ribasso.
Solo una rottura decisa e confermata sopra 95.000 cambierebbe il quadro, aprendo spazio per una ripresa del movimento verso 100.000 dollari e, in estensione, anche verso 115.000.
Al contrario, sotto area 89.000 aumenterebbe sensibilmente il rischio di un ritorno verso 84.000 dollari, con uno scenario di medio periodo che potrebbe spingersi anche sotto i 77.500, livello chiave della struttura di lungo termine.
Sul piano dei flussi, il quadro resta complesso
Sul piano dei flussi, il quadro resta complesso. I forti outflow di dicembre, che avevano sorpreso molti operatori in un contesto in cui l’azionario continuava a correre, sembrano avviarsi verso un progressivo esaurimento, ma non sono ancora del tutto alle spalle.
Gli ETF su Bitcoin spot hanno iniziato il 2026 con un segnale incoraggiante: 1,2 miliardi di dollari di afflussi nei primi due giorni, il dato giornaliero più forte da ottobre.
Tuttavia, l’entusiasmo iniziale si è rapidamente raffreddato, con deflussi per 243 milioni il terzo giorno e ulteriori 476 milioni il giorno successivo, a conferma di un sentiment ancora instabile e molto reattivo.
Il caso MSCI e Strategy
Un possibile elemento di sollievo strutturale arriva dal caso MSCI: la decisione di non rimuovere Strategy dagli indici garantirà ancora per qualche mese flussi passivi verso una società che ha rappresentato uno dei principali canali di domanda strutturale di Bitcoin spot nel 2025.
Il rallentamento degli acquisti di Strategy aveva coinciso con una fase di lateralizzazione dei prezzi; la sua permanenza negli indici potrebbe contribuire a ridurre la pressione sul mercato.
Le stime degli analisti sul Bitcoin
Guardando più in là, dopo aver toccato un massimo storico oltre i 126.000 dollari e aver poi subito una correzione profonda, Bitcoin si presenta nel 2026 con prospettive estremamente divergenti.
Le stime raccolte tra gli analisti spaziano da scenari difensivi, con ritorni verso 75.000 dollari, a ipotesi decisamente più aggressive, che vedono il prezzo spingersi fino a 225.000 dollari nello scenario più ottimistico.
Il mercato delle criptovalute resta in una fase di transizione
In sintesi, il mercato delle criptovalute resta in una fase di transizione: il rimbalzo tecnico è possibile, ma finché le resistenze chiave non vengono recuperate, la struttura rimane vulnerabile.
Le prossime sedute saranno decisive non tanto per la direzione immediata, quanto per capire se Bitcoin riuscirà a ricostruire una base solida oppure se la fase correttiva avviata dopo i massimi storici non è ancora conclusa.
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