Petrolio sopra i 100 dollari scuote le Borse: Europa fragile, Milano resiste con difesa ed energia

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Lo shock energetico riaccende i timori di stagflazione e alimenta volatilità: il FTSE MIB limita le perdite grazie a Leonardo e Saipem

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La seduta europea si è aperta sotto il segno della tensione, con vendite diffuse innescate dal violento balzo del greggio nelle prime ore della giornata.

Il superamento dei 100 dollari al barile – con estensioni fino a sfiorare i 120 – ha immediatamente riacceso i timori di uno shock energetico capace di frenare la crescita e alimentare nuove pressioni inflazionistiche.

Il successivo rientro delle quotazioni nel corso della sessione ha attenuato solo in parte la pressione sui listini: il clima è rimasto fragile e dominato da volatilità elevata e avversione al rischio.

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Il FTSE MIB ha chiuso con un calo contenuto

In questo contesto il FTSE MIB, dopo aver toccato un minimo intraday a 42.862 punti, ha chiuso con un calo contenuto (-0,29% a 44.024), mostrando una relativa resilienza rispetto agli altri mercati europei.

La spiegazione sta nella forte rotazione settoriale in atto: mentre comparti ciclici come auto, retail, immobiliare e viaggi restano sotto pressione, difesa ed energia continuano ad attrarre flussi, confermando uno schema già visto in altre fasi di tensione geopolitica. In sostanza, in questa fase è il petrolio a dettare il ritmo: le materie prime guidano, le valute si adeguano e l’azionario si muove di conseguenza.

Leonardo si è distinta come miglior titolo del listino

A Piazza Affari la leadership è stata chiara. Leonardo si è distinta come miglior titolo del listino con un rialzo superiore al 6%, confermando una forza relativa che dura da mesi.

Dal punto di vista tecnico il titolo appare tra i più solidi del panorama europeo: la recente accelerazione ha riportato i prezzi sopra l’area 61–62 euro, soglia che per settimane aveva contenuto i tentativi di allungo.

La rottura rafforza il trend rialzista di fondo e segnala la possibilità di ulteriori estensioni verso area 64–66 nel medio periodo.

Nel breve non è esclusa una pausa fisiologica dopo il rally, ma finché le quotazioni restano sopra i primi supporti in area 58 euro la struttura resta chiaramente costruttiva.

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Anche Saipem ha beneficiato del contesto favorevole

Anche Saipem ha beneficiato del contesto favorevole, chiudendo in deciso progresso grazie alla correlazione diretta con il petrolio.

Il titolo mostra un’impostazione positiva ma più instabile rispetto a Leonardo: la recente correzione aveva riportato i prezzi sulla trendline ascendente di medio periodo, da cui è partito il recupero delle ultime sedute.

In questa fase la tenuta di area 3,10–3,15 è cruciale per preservare lo scenario rialzista, mentre solo un ritorno sopra 3,45 confermerebbe una nuova accelerazione verso i massimi recenti. La volatilità resta elevata e rende il titolo più sensibile ai movimenti del greggio rispetto al resto del listino.

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Il mercato si trova in una fase di transizione dominata dai fattori macro

Nel complesso la seduta conferma che il mercato si trova in una fase di transizione dominata dai fattori macro.

Il rischio di stagflazione, l’incertezza sui tassi e la tensione geopolitica stanno ridisegnando i flussi, favorendo pochi settori e penalizzando il resto del mercato.

Finché il petrolio continuerà a dettare il ritmo, volatilità e selettività resteranno le parole chiave per i listini europei – e Piazza Affari continuerà a muoversi al passo di energia e difesa.

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