Europa fragile, Milano resiste con difesa ed energia
pubblicato:La seduta europea si è aperta sotto il segno della tensione, con vendite diffuse innescate dal violento balzo del greggio nelle prime ore della giornata.
Il superamento dei 100 dollari al barile – con estensioni fino a sfiorare i 120 – ha immediatamente riacceso i timori di uno shock energetico capace di frenare la crescita e alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
Il successivo rientro delle quotazioni nel corso della sessione ha attenuato solo in parte la pressione sui listini: il clima è rimasto fragile e dominato da volatilità elevata e avversione al rischio.
In questo contesto il FTSE MIB, dopo aver toccato un minimo intraday a 42.862 punti, ha chiuso con un calo contenuto (-0,29% a 44.024), mostrando una relativa resilienza rispetto agli altri mercati europei.
La spiegazione sta nella forte rotazione settoriale in atto: mentre comparti ciclici come auto, retail, immobiliare e viaggi restano sotto pressione, difesa ed energia continuano ad attrarre flussi, confermando uno schema già visto in altre fasi di tensione geopolitica. In sostanza, in questa fase è il petrolio a dettare il ritmo: le materie prime guidano, le valute si adeguano e l'azionario si muove di conseguenza.
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