Piazza Affari ancora in rosso, torna i sell-off sui mercati azionari

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
5 min

Decollano petrolio e gas: i segnali dal Golfo non sono positivi. Vendite invece sui titoli di Stato ed è debole l'oro. Il dollaro si difende, il Treasury no

Piazza Affari ancora in rosso, torna i sell-off sui mercati azionari

Dopo una settimana molto difficile seguita agli attacchi in Iran e qualche timida reazione su diverse asset class, anche questa ottava si apre all’insegna delle vendite per i mercati azionari.

Sell-off sui mercati azionari in Europa

Sono in profondo rosso i maggiori mercati azionari europei in un clima di sell-off che colpisce classi di attivi anche lontani dall’equity.

In tarda mattina è in forte calo il paniere principale di Borsa Italiana, il FTSE MIB, che cede l’1,61% e si porta a 43.439 punti. Dopo i primi affondi a 42.862 è stata recuperata una parte consistete dei primi ribassi, ma la capitolazione di diversi supporti statici e i nuovi minimi da novembre a oggi inviano un forte segnale di debolezza.

Si accordano al ribasso gli altri maggiori indici azionari di Milano e d’Europa: Dax -1,47%, Cac 40 -2,07%, Ibex 35 -1,88%
I principali panieri provano tutti a impostare una qualche forma di reazione, ma la consistenza dei ribassi suggerisce più un tentativo di perimetrazione delle perdite, che una reale rimonta.

Già le borse asiatiche avevano inviato forti segnali di debolezza con il Nikkei e il Kospi in perdita di oltre 5 punti percentuali (-5,24% e -5,96%). In rosso più contenuto i cinesi Hang Seng e Shanghai e l’indiano Hang Seng. In deciso ribasso, a diverse ore dall’apertura di Wall Street, i future sui maggiori listini azionari Usa che perdono più di un punto percentuale.

Mercati, la questione iraniana che pesa sul panorama generale

L’epicentro dell’instabilità è stato ancora una volta nella questione iraniana, con l’aggravarsi della crisi che nel week-end è passata dalla richiesta di una resa incondizionata da Washington alla nomina di Mojtaba Khamenei a leader supremo della rivoluzione iraniana. Proprio il figlio del leader iraniano ucciso con gran parte della famiglia durante i primi attacchi di Israele e Stati Uniti.

Nel frattempo sono proseguiti gli attacchi israeliani; il personale USA è stato sgomberato da un numero più ampio di sedi e diversi produttori di petrolio e idrocarburi dell’area hanno ridotto o spento la produzione a causa del perdurare della crisi sullo Stretto di Hormuz.

La compagnia emiratina ADNOC ha avviato un rallentamento della produzione per non riempire i tank mentre le navi restano bloccate.
Anche il Kuwait ha cominciato a ridurre l’output per non esaurire la capacità di stoccaggio.
I maggiori siti di immagazzinamento di Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti si starebbero riempiendo rapidamente.
Sono tutti segnali che indicano che la crisi è ancora all’inizio.

  • Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n

Petrolio e gas, i prezzi prendono di nuovo il volo

In questo contesto i prezzi del petrolio greggio hanno segnato una brusca e preoccupante impennata: il WTI è volato fino a 103,67 dollari al barile e anche adesso, dopo qualche ridimensionamento, segna un rialzo dell’11,28% a 91,87 dollari.
Il Brent dopo un massimo a 119,5 dollari registra adesso un rialzo del 13,71% a 106,11 dollari.

Vola anche il gas naturale e forse per l’Europa è ancora più grave con un TTF olandese di nuovo in rally: +16,7% a 62,32 €/MWh. Appare chiaro che è c’è l’energia al centro dei malumori odierni dei mercati.

Le vendite però non risparmiano neanche oggi il mercato dei titoli di Stato europei: il rendimento del BTP decennale italiano segna un altro rialzo di 4 punti base al 3,7%, quello del Bund tedesco cresce di 3 punti base al 2,89%
Anche i rendimenti dei titoli di Stato Usa crescono in queste ore: il Treasury USA a 10 anni ha un rendimento del 4,17% (+4 pb).

Il dollaro invece si conferma ancora bene rifugio in questa crisi e prende di nuovo la via dei rialzi: EUR/USD -0,39% a 1,1566 e il biglietto verde guadagna anche lo 0,57% sullo yen.

Movimenti che probabilmente pesano sulle quotazioni dell’oro, ancora debole in questa fase: il metallo giallo in queste ore cede l’1,50% e si riporta a 5.091 dollari l’oncia.

Poco mosso il Bitcoin, segna un calo dello 0,1% a 67.682 dollari.

Nel frattempo, sul fronte strategico, l’Italia avvia la valutazione delle accise mobili, ossia l’utilizzo di parte della maggiore IVA derivante dall'aumento dei prezzi per la riduzione delle accise in chiave anti-ciclica.
Confermato il coordinamento diplomatico con Francia, Germania e Regno Unito e l’invio di una fregata italiana a Cipro come atto di solidarietà europea.

Il Financial Times ha riportato che i ministri finanziari del G7 si riuniranno già oggi per discutere il rilascio di riserve petrolifere di emergenza coordinate dall’IEA (l’Agenzia internazionale dell’energia).

In un post su Truth il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che prezzi del petrolio elevati nel breve termine (‘che cadranno rapidamente’ in seguito) sono un prezzo molto piccolo per il mondo, per la sicurezza e per la pace. La pressione per il presidente sale anche sul fronte interno con l’aumento dei prezzi della benzina alla pompa.

Ma stamane la soluzione della crisi sembra ancora più lontana.

Comments

Loading comments...