Avvio cautamente positivo per l’azionario italiano ed europeo

Avvio cautamente positivo per l’azionario italiano ed europeo, nonostante la pubblicazione di un dato della produzione industriale tedesca sotto le attese. Durante i primi scambi il Ftse MIB guadagna lo 0,16% e il Ftse Italia All Share lo 0,18 per cento.

Il Dax tedesco segna un leggero ribasso (-0,13%) mentre il Cac40 francese registra un rialzo dello 0,17 per cento. Bene anche l’Ibex35 (+0,22%).

Poco mosso il sovereign UE con il rendimento del BTP decennale italiano in crescita di un punto base allo 0,92% mentre lo spread BTP/Bund si attesta a 112 punti base.

C'è cautela tra gli operatori anche in attesa di importanti dati macroeconomici come l’indice ZEW del sentiment tedesco in calendario per oggi e, in settimana, le decisioni di politica monetaria della BCE e i dati sull'inflazione Usa.

Durante i primi scambi si mette in luce a Milano il titolo di Nexi (+2,31%) dopo che Jefferies ha alzato il target price da 20 a 25 euro.

I bancari mostrano ancora performance positive con il Ftse Italia Banche in rialzo dello 0,12% e performance positive per Banco BPM (+1,28%), Unicredit (+0,76%) e Banca Mediolanum (+1,13%). Anche MPS guadagna il 2,5% dopo che Fitch ha deciso di mantenere il rating watch negativo sul debito della banca senese (B).

Nel comparto assicurativo si fa notare Generali (-0,41%), che ha cancellato il valore nominale delle azioni, ma soprattutto è alle prese con un’opa su Cattolica (+0,35%) che fa un passo avanti con la decisione del cda della compagnia veronese di rinviare a dopo la chiusura dell’offerta del Leone di Trieste l’attuazione del previsto aumento di capitale da 200 milioni di euro.

Tra i migliori titoli del paniere principale spicca anche Leonardo (+1,16%), che ha annunciato un accordo per l’acquisizione del 70% di Alea, software house specializzata nelle comunicazioni “mission critical”. Da segnalare anche l’attenzione del mercato per le strategie del governo in tema di cybersecurity e cloud applicati ai dati pubblici. Si vuole mettere in sicurezza la PA mentre la si digitalizza e un ruolo nei nuovi assetti potrebbe essere ricavato da Leonardo o da TIM (+0,77%), campioni tecnologici italiani che potrebbero allearsi con colossi come Google o Microsoft, anche se proprio la sicurezza strategica dei dati italiani è una delle priorità del ministero dell’Innovazione.

Il petrolio intanto arretra di nuovo con il Brent a 71,02 dollari al barile (-0,65%). Male Eni (-0,63%), Saipem (-0,40%) e Tenaris (-0,87%).

Atlantia guadagna invece lo 0,54%: Moody’s ha alzato l’outlook sul rating dopo il via libera dei soci all’offerta del consorzio guidato da CDP.

Avvio di settimana in forte rialzo per Unicredit. Gli esperti di Jefferies hanno alzato la raccomandazione per Unicredit. Il rating di Unicredit sale a "buy" da "hold" con target price a 12,25 euro (da 9,30 euro). I prezzi di Unicredit lunedì hanno testato, e marginalmente superato (massimo intraday a 10,89, close a 10,858 con un rialzo del 3,47%) proprio nelle ultime ore, in area 10,75, il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top di agosto 2017. Senza entrare troppo in tecnicismi basti sapere che in caso di rottura di uno dei gradini della scala di Fibonacci, alla quale appartiene il 38,2%, la tendenza è quella di procedere al raggiungimento del gradino successivo, in questo caso quello del 50%, posto a 12,20 euro circa. La mancata conferma nelle prossime sedute di area 10,75 da parte di Unicredit sarebbe da guardare con sospetto, da questi livelli potrebbero infatti partire flessioni anche estese.