Avvio di seduta cautamente positivo a Piazza Affari

Avvio di seduta cautamente positivo a Piazza Affari con il Ftse Mib che guadagna lo 0,05% e il Ftse Italia All Share che segna un +0,06 per cento.

In una seduta che si presenta povera di spunti macroeconomici di rilievo, il Dax tedesco in avvio si mantiene sul riferimento mentre il Cac 40 guadagna lo 0,05 per cento. Bene anche l’Ibex 35 (+0,1%).

Il sovereign UE mostra durante i primi scambi una intonazione decisamente positiva per i titoli del debito italiano. Il rendimento del BTP decennale cede ben 7 punti base e si riporta allo 0,84% comprimendo lo spread sul rendimento del Bund tedesco a 106 pb.

Ieri il Tesoro italiano ha collocato altri dieci miliardi di euro del nuovo BTP sindacato a 10 anni e ha registrato richieste per ben 65 miliardi di euro, un segnale inequivocabile del positivo orientamento dei mercati su questo fronte.

Va comunque segnalato anche il calo dei rendimenti del Treasury USA.

Il principale listino italiano è ancora trascinato al rialzo da Nexi (+2,24%) e da alcuni titoli del credito.

Il Ftse Italia Banche guadagna lo 0,25% e si segnalano i rialzi di Bper Banca (+1,33%), Banco BPM (+0,93%) e Banca Mediolanum (+0,92%). Unicredit guadagna lo 0,84% e si avvantaggia probabilmente anche della decisione di Citigroup di promuovere il titolo a buy con prezzo obiettivo a 14,1 euro.

La comunità finanziaria continua a guardare alle opportunità di M&A nel settore bancario e del risparmio gestito.

Si mettono in luce a Milano anche la holding Exor (+0,39%) e la partecipata Ferrari (+0,39%). Il Sole 24 Ore raccoglie i rumors su un’ipotetica partnership industriale e azionaria tra la casa del Cavallino e Armani, ma allo stato delle cose non ci sarebbe nulla di concreto. Una novità reale è stata invece la nomina ad amministratore delegato di Ferrari di Benedetto Vigna, che viene da STM ed entrerà nel nuovo ruolo a settembre.

Fa bene a Milano anche A2A (+0,88%) che ha annunciato un’importante partnership industriale (ancora si è però al term-sheet non vincolante) nel campo della generazione e fornitura di energia, soprattutto green. Nel Ftse MIB guadagnano comunque terreno anche Hera (+0,33%) e Snam (+0,32%). Sottotono Enel (-0,02%) dopo il collocamento di 3,25 miliardi di euro tramite un sustainability-linked bond in 3 tranche.

In rosso i petroliferi con Eni che cede lo 0,59% e Tenaris lo 0,48% Saipem guadagna invece lo 0,9% mentre i prezzi del greggio sono in frazionale recupero dopo i cali di ieri.

Sottotono Telecom Italia (-0,31%). Il Sole 24 Ore riporta di contrasti sfociati in tribunale tra Dazn e Vodafone Tv sul contratto fino all’agosto 2022 dal quale la prima si vorrebbe ritirare.

Tra i minori ripiega Autogrill (-0,38% a 7,26 euro) che ha posto a 4,59 euro il prezzo di sottoscrizione delle azioni nell’aumento di capitale da 600 milioni di euro.

Leonardo termina la seduta di martedì sulla parità, a 7,27 euro (+0,03%), dopo l’accordo per l'acquisizione del 70% di Alea, software house specializzata nelle comunicazioni "mission critical". Da segnalare anche l'attenzione del mercato per le strategie del governo in tema di cybersecurity e cloud applicati ai dati pubblici. Si vuole mettere in sicurezza la PA mentre la si digitalizza e un ruolo nei nuovi assetti potrebbe essere ricavato da Leonardo o da TIM, campioni tecnologici italiani che potrebbero allearsi con colossi come Google o Microsoft, anche se proprio la sicurezza strategica dei dati italiani è una delle priorità del ministero dell'Innovazione. Leonardo si muove lateralmente ormai da alcune settimane all'interno dell'intervallo compreso tra i 6,60 e i 7,30 euro circa. Solo la rottura del lato alto di questa fascia permetterebbe ai prezzi di andare a caccia dei massimi di metà marzo a 8,01 euro. Sopra quei livelli target a 8,42, lato alto del gap ribassista del 9 marzo 2020. Discese al di sotto di area 7,05, dove transita la media mobile esponenziale a 20 giorni, potrebbero invece anticipare il ritorno in area 6,60. Supporto successivo a 6 euro circa.