Blocco dei licenziamenti: ecco cosa è cambiato dal 1° luglio 2021

A partire dal 30 giugno 2021 viene meno lo stop ai licenziamenti imposto ai datori di lavoro durante lo stato di emergenza ma resta la possibilità da parte degli stessi di richiedere la CIG straordinaria prevista dal Dl Sostegni bis.

Il 30 giugno 2021, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto-legge con le novità riguardo alle misure di tutela delle imprese, del lavoro, dei consumatori ed in materia fiscale.

Una dei maggiori cambiamenti sanciti dal decreto, riguarda la sospensione del blocco dei licenziamenti dei lavoratori. A partire dal 1° di luglio, infatti, i datori di lavoro non avranno più l’obbligo di utilizzare la CIG con causale Covid-19 e potranno procedere al licenziamento dei dipendenti purché per giustificato motivo.

Il nuovo decreto-legge (DL 99/2021) prevede delle alternative ai licenziamenti dei lavoratori ma non più l’obbligatorietà. Le imprese, a loro discrezione, potranno utilizzare le 13 settimane di CIG straordinaria, previste già dal Dl Sostegni, senza pagare addizionali fino alla fine dell’anno.

Vediamo cosa cambia nel dettaglio dal 1° luglio 2021.

Blocco licenziamenti: di cosa si tratta

Il blocco dei licenziamenti è una misura varata dal decreto Cura Italia a sostegno dei lavoratori, introdotta il 17 marzo 2020, a seguito del primo lockdown, prorogata dai decreti successivi e dalla Legge di Bilancio 2021 fino al 31 marzo di quest’anno.

Anche il decreto Sostegni ha confermato il blocco dei licenziamenti per le aziende che:

  • fino al 30 giugno 2021 utilizzano la cassa integrazione ordinaria;
  • fino al 31 ottobre utilizzano la cassa integrazione in deroga oppure i FIS (Fondi di solidarietà).

Il decreto Sostegni-bis, modificando quello precedente, ha stabilito che, a partire dal 1° luglio 2021, le aziende:

  • non avranno più l’obbligo di ricorrere alla CIG Covid-19;
  • potranno procedere con i licenziamenti dei dipendenti;
  • potranno utilizzare la cassa integrazione ordinaria, senza dover pagare le addizionali fino al 31 dicembre 2021, impegnandosi a non licenziare i lavoratori.

Blocco licenziamenti: cosa cambia con il decreto del 30 giugno 2021

Dal 30 giugno 2021, la proroga del blocco licenziamenti è definitivamente sospesa con una clausola per i settori economici più in crisi a causa del Covid-19. Nel dettaglio, solo i datori di lavoro dei settori dell’abbigliamento, del tessile e della pelletteria:

  • potranno usufruire di 17 settimane di cassa integrazione gratuita da utilizzare dal 1° luglio al 31 ottobre 2021;
  • non potranno procedere con i licenziamenti dei dipendenti fino al 31 ottobre 2021.

Tutte le altre imprese potranno utilizzare alternativamente al licenziamento dei dipendenti fino a 13 settimane di cassa integrazione straordinaria, introdotta dal Dl Sostegni bis.

Blocco licenziamenti: il nuovo fondo di formazione per i lavoratori in cassa integrazione

Il decreto del 30 giugno stabilisce, inoltre, l'istituzione di un fondo per il potenziamento delle competenze e la riqualificazione professionale (FPCRP) dei lavoratori:

  • in cassa integrazione;
  • percettori di NASPI.

Le modalità con il cui il fondo verrà istituito devono essere ancora definite.

(Veronica Rossetti)