Criptovalute: ecco le valute digitali su cui si concentrano gli investitori retail

Nonostante la capitalizzazione di Bitcoin abbia superato i 900 miliardi, l’attenzione degli investitori retail si rivolge soprattutto sulle altre criptovalute, più o meno celebri. I volumi di scambio sono in forte aumento su Tether ed Ethereum, con la quotazione dell’asset cripto per gli smart contract salita di oltre il 585% nell’ultimo anno.

Forti scambi si registrano anche su Cardano, in grado di mettere a segno un incremento superiore al 2400% in 12 mesi, Ripple in ripresa dopo le turbolenze di febbraio e Binance Coin, una delle criptovalute più in crescita nel 2021. In salita anche Litecoin, capace di seguire un andamento quasi perfetto dall’inizio del 2020 ad oggi, come del resto Bitcoin Cash, il progetto cripto sorto nel 2017 dopo la scissione all’interno della community di Bitcoin.

Non a caso queste criptovalute si trovano tutte nella top ten per la più alta capitalizzazione di mercato, una lista in cui figurano anche le emergenti ChainLink e Stellar Lumens. L’apprezzamento degli investitori sta premiando anche Polkadot, infatti come si legge su criptovaluta.it viene considerata la blockchain delle blockchain, con il suo ambizioso progetto di offrire une rete interoperabile per una maggiore integrazione di tutte le infrastrutture cripto.

Come investire durante il rally delle criptovalute

La congiuntura macroeconomica sta favorendo gli investimenti nelle criptovalute, una tendenza supportata dall’aumento dell’inflazione, l’incertezza legata alla pandemia di coronavirus e l’incremento dei rendimenti dei bond USA a 10 anni. Gli asset cripto, infatti, sono sempre di più visti come bene rifugio alternativo all’oro, in grado di offrire importanti tutele rispetto alla crescita dei prezzi registrata in Europa e negli Stati Uniti.

Oggi è possibile investire sulle criptovalute in due modi differenti, attraverso il trading online oppure tramite un exchange specializzato. Nel primo caso bisogna registrarsi presso la piattaforma di un broker autorizzato, un intermediario finanziario che consente di operare su questi asset con i CFD. Si tratta di contratti per differenza, strumenti derivati che permettono di investire al rialzo con posizioni long, oppure al ribasso andando short, speculando sui movimenti dei prezzi senza possedere realmente le criptovalute.

In alternativa, con un exchange è possibile effettuare investimenti di medio o lungo termine, in quanto si possono acquistare le criptovalute e mantenerle all’interno di un wallet digitale. Dopodiché possono essere utilizzate per effettuare pagamenti online, altrimenti è possibile rivenderle in un secondo momento, qualora la quotazione dovesse offrire margini interessanti, ovviamente considerando i costi di deposito e le commissioni applicate dall’exchange.

Entrambe le opzioni consentono di investire sulle criptovalute, sebbene con strategie e obiettivi diversi, per questo motivo è necessario pianificare con attenzione la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Inoltre, prima di realizzare questo tipo di operazioni bisogna tenere conto dei fattori rischio, poiché le criptovalute sono legate a un settore non regolamentato, quindi la volatilità dipende esclusivamente dalla domanda e dall’offerta all’interno del mercato finanziario.

Quali fattori considerare prima di investire sulle criptovalute

Il mondo cripto sta diventando sempre più ampio e variegato, un aspetto da valutare in modo accurato prima di effettuare qualsiasi tipo di investimento su questi asset. Al giorno d’oggi, i numerosi progetti criptovalutari consentono di trovare tantissime tecnologie promettenti, in grado di offrire margini potenziali di crescita notevoli, sebbene sia indispensabile un’analisi approfondita per definire una possibile strategia operativa.

Secondo gli esperti, nel 2021 le politiche monetarie espansive delle banche centrali dovrebbero continuare a favorire gli investimenti finanziari, come indicano i flussi di acquisto delle criptovalute da parte degli investitori istituzionali, alla ricerca di una protezione contro i rischi inflattivi e le distorsioni create proprio dalle banche centrali. Con una previsione di tassi invariati almeno fino al 2022, il futuro di Bitcoin e company non sembra per il momento correre pericoli.

Naturalmente lo scenario potrebbe cambiare nel corso del 2021, soprattutto se la stimata crescita economica, attesa per il secondo semestre, dovesse far cambiare strategia alla FED e agli altri istituti, nel caso in cui l’inflazione dovesse iniziare a salire in modo elevato. Ad ogni modo, le criptovalute rimangono ormai un asset da valutare, sia nell’ottica di una maggiore diversificazione degli investimenti, sia come difesa dall’aumento dei prezzi, senza dimenticare il potenziale offerto da questi asset.