Piazza Affari debole. Bancari in rosso, bene i petroliferi

Piazza Affari debole. Bancari in rosso, bene i petroliferi. FTSE MIB -0,4%. Il FTSE MIB segna -0,4%, il FTSE Italia All-Share -0,4%, il FTSE Italia Mid Cap -0,3%, il FTSE Italia STAR -0,6%. BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,56% (chiusura precedente a 0,53%), lo spread sul Bund 115 bp (da 111) (dati MTS). Mercati azionari europei incerti EURO STOXX 50 -0,1%, FTSE 100 +0,4%, DAX -0,1%, CAC 40 -0,2%, IBEX 35 -0,3%.

Future sugli indici azionari americani sopra la parità: S&P 500 +0,1%, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial +0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -1,48%, NASDAQ Composite -1,47%, Dow Jones Industrial -1,25%. Mercato azionario giapponese debole, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -0,37%. Borse cinesi in progresso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +1,91%, l'Hang Seng di Hong Kong a +0,64%.

In rosso Buzzi Unicem -1,6%, Inwit -1,6%, Hera -1,6%, Pirelli -1,6%, Interpump -1,3%, Ferrari -1,2%.

Segni positivi tra i petroliferi nonostante che il greggio non sta recuperando terreno dopo la brusca correzione dai massimi da fine febbraio 2020 toccati ieri mattina: attualmente oscilla sui minimi dal 23/12. Il future marzo sul Brent segna 51,00 $/barile (massimo a 53,30), il future febbraio sul WTI 47,60 $/barile (49,80). Eni +1,0%, Tenaris +0,5%, Saipem +1,4%.

Bancari ancora sottotono: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,0%, appesantito da Intesa Sanpaolo -1,3% e Unicredit -0,9%. In verde Banco BPM +0,4% e BPER Banca +0,6%, su cui restano accesi i riflettori per una futura fusione.

Positiva Banca MPS +1,0%: spunta una nuova ipotesi in vista della possibile integrazione con Unicredit. Secondo il Messaggero è allo studio un progetto di separazione degli asset toscani (filiali e sede storica), in quella che potrebbe essere definita una mini-MPS (con conservazione del brand), da effettuare contestualmente alla fusione con Unicredit. La spinta verso questa soluzione arriva, sempre secondo il quotidiano romano, dalla richiesta delle istituzioni politiche locali di avere un occhio di riguardo per gli aspetti territoriali e occupazionali. La separazione del ramo d'azienda toscano renderebbe il boccone più semplice da digerire per Unicredit. Inoltre, prosegue il Messaggero, i legali della banca e della Fondazione MPS potrebbero a breve trovare un accordo per neutralizzare l'azione di responsabilità da 3,8 miliardi di euro promossa dall'ente nei confronti di Rocca Salimbeni: a metà gennaio il cda di MPS potrebbe riunirsi per esaminare il dossier.

Buona performance per Fincantieri +0,8%. Il Sole 24 Ore riferisce che entro poche settimane potrebbe essere siglato un contratto da 2,3 miliardi di euro con la Marina Militare Italiana per la realizzazione di quattro sottomarini U212 Nfs su licenza della tedesca ThyssenKrupp Marine Systems.

Spunta una nuova ipotesi per Banca MPS in vista della possibile integrazione con Unicredit. Secondo il Messaggero è allo studio un progetto di separazione degli asset toscani (filiali e sede storica), in quella che potrebbe essere definita una mini-MPS (con conservazione del brand), da effettuare contestualmente alla fusione con Unicredit. La spinta verso questa soluzione arriva, sempre secondo il quotidiano romano, dalla richiesta delle istituzioni politiche locali di avere un occhio di riguardo per gli aspetti territoriali e occupazionali. La separazione del ramo d'azienda toscano renderebbe il boccone più semplice da digerire per Unicredit. Inoltre, prosegue il Messaggero, i legali della banca e della Fondazione MPS potrebbero a breve trovare un accordo per neutralizzare l'azione di responsabilità da 3,8 miliardi di euro promossa dall'ente nei confronti di Rocca Salimbeni: a metà gennaio il cda di MPS potrebbe riunirsi per esaminare il dossier. L'analisi del grafico di Banca MPS mette in evidenza l'appiattimento dei prezzi poco sopra il minimo storico a 0,9750 euro del marzo scorso. Concrete possibilità di recupero sono attese solo a seguito della stabilizzazione oltre gli ex supporti a 1,12-1,13, prologo a un attacco al picco di fine novembre a 1,2860: in caso di successo il quadro grafico di medio periodo migliorerebbe sensibilmente lasciando spazio a estensioni verso 1,40 e 1,60-1,65. Sotto 0,9750 rischio approfondimenti in direzione di 0,60-0,65.