Euronext Growth Milan 2025, ecco come è andata per le PMI di Piazza Affari
pubblicato:Segnali misti dall'ultima ricognizione dell'Osservatorio ECM di IRTOP. Cresce a doppia cifra la capitalizzazione del mercato EGM fino a 10,2 miliardi di euro e si contano 22 IPO, ma non mancano i delisting e le dimensioni complessive restano marginali

Nell’ultimo anno il Ftse MIB e il Ftse Italia All Share, i maggiori indici azionari di Piazza Affari, hanno guadagnato il 30% circa, mentre il Ftse Italia Growth Index, ossia l’Euronext Growth Milan (EGM) delle piccole e medie imprese quotate a Milano, ha registrato una crescita del 10% circa. Una performance minore, dunque, anche se assimilabile a quella del segmento ad alti requisiti di Borsa Italiana, il Ftse Italia STAR (+11,49%, dati calcolati sull’ultimo anno da oggi).
Ancora una volta quindi il quadro del mercato delle PMI di Borsa Italiana si mostra complesso e vivace, confermando segnali misti tra delisting e nuove ammissioni a Milano in un contesto di importanti modifiche regolamentari con l’aggiornamento delle previsioni della Legge Capitali e l’attesa della nuova evoluzione del Testo Unico della Finanza.
Euronext Growth Milan, i numeri del 2025
Come sempre il periodico aggiornamento dell’Osservatorio ECM Euronext Growth Milan di IRTOP Consulting può essere uno strumento prezioso. La nuova ricerca sottolinea che nel 2025 si sono contate ben 22 IPO nell’EGM, quotazioni che, anche sottraendo delisting e translisting, portano il saldo di fine anno di questo sistema multilaterale di negoziazione a una crescita a 213 società complessivamente quotate.
Le nuove quotazioni dell’EGM hanno registrato una raccolta totale da ben 126,2 milioni di euro (greenshoe comprese).
A fine anno tutto l’Euronext Growth Milan mostra una capitalizzazione da 10,2 miliardi di euro con un balzo del 24% rispetto al 2024.
Le sue società componenti mostrano un fatturato totale da 10,6 miliardi di euro (+8% a/a) e hanno impiegato l’anno scorso ben 34 mila addetti (+10%). Sotto tutti questi aspetti quindi il mercato delle PMI di Piazza Affari si mostra quindi molto sano e vivace, ma si tratta di numeri che vanno in ogni caso relativizzati.
Il listino principale, l’Euronext Milan, ha registrato nel 2025 12 delisting e ha chiuso l’anno con 200 quotate, registra quindi una flessione nel numero delle componenti, ma va anche ricordato che tutto il listino milanese (EGM compreso) capitalizza circa 947 miliardi di euro (dati da presentazione Borsa Italiana per le PMI del settembre 2025): questo significa che tutto l’EGM vale appena l’1,08% del mercato finanziario azionario italiano, anche se da solo ospita più di metà delle società quotate e mostra soprattutto una resistente capacità di attrarre capitali da investimento in settori strategici e promettenti.
EGM, per la quotazione delle PMI utili anche gli incentivi di Lombardia e Liguria
Le regole del gioco contano non poco naturalmente. La Lombardia da sola l’anno scorso ha registrato il 50% di tutte le quotazioni dell’EGM, ossia 11 nuove IPO con una raccolta da 65,7 milioni di euro (il 52% del totale del mercato).
Oltre ai naturali vantaggi di una regione che ospita Borsa Italiana, IRTOP ricorda che hanno giocato a favore della quotazione delle PMI la proroga del “Bonus IPO” fino al 2027 (fino a 500 mila euro per società) e gli incentivi regionali di Quota Lombardia e Quota Liguria che copriranno a fondo perduto nel periodo 2026-2027 una parte rilevante dei costi di quotazione e del mantenimento sul mercato.
Sul mercato EGM sono sbarcati nel 2025 ‘big’ come Haiki+ (capitalizzazione da circa 80 mln), Kaleon o Tecno (entrambe sopra i 40 milioni di market cap), ma il profilo medio è parzialmente diverso e mostra una capitalizzazione della PMI intorno ai 25 milioni di euro, una raccolta in fase di IPO di 5,9 milioni di euro (nel 94% dei casi in aumento di capitale) e un flottante del 24%
L'identikit della società EGM nel 2024 mostra: ricavi da 54,4 mln, ebitda da 6,4 mln, PFN da 7,6 milioni di euro.
L’anno scorso si sono viste 11 Opa più 8 delisting.
Nell’Euronext Growth Milan sbarcano spesso i servizi avanzati, la tecnologia, i business più particolari.
Non predominano banche, utility o energia, ma l’industria, che ha rappresentato il 27% delle nuove IPO e i servizi che coprono 23% del totale, come la tecnologia.
In definitiva il mercato delle PMI di Piazza Affari mostra ancora complessità e sfide, spunti vitali e fragilità. Senza dubbio serve un giro di vite che la revisione in atto del Testo Unico della Finanza potrebbe favorire.
Si tratta di un mercato ancora rivolto agli investitori più esperti per i rischi legati, fra l’altro, ai minori obblighi richiesti e alla minore liquidità generale dei titoli.
Il Comitato scientifico dell’Osservatorio ECM propone ai regolatori di rendere strutturale il “Bonus IPO”, di incentivare la reportistica di sostenibilità, di promuovere educazione finanziaria ed “equity culture” tra gli imprenditori e gli investitori istituzioni poco presenti (come fondi pensione, casse di previdenza e assicurazioni). Consigli sicuramente degni d’attenzione.
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