Amplifon, azioni ancora in calo, ma Barclays resta ottimista
pubblicato:Gli analisti mantengono un overweight in vista dei dati e il consensus prevede un recupero nel 2026, ma la domanda, soprattutto negli Stati Uniti, resta debole e le incognite non mancano

Il titolo Amplifon ha perso più del 70% dai massimi di fine 2021 oltre i 47 euro e il 60% circa dai top del giugno 2024 in zona 35 euro, ma Barclays resta cautamente ottimista sul titolo con un giudizio “overweight” (sovrappesare in portafoglio) e un prezzo obiettivo invariato a 18 euro. L’azione ancora in queste ore segna un altro ribasso del 4,75% a 13,33 euro e quindi il potenziale upside del target di Barclays supera il 30 per cento.
Le nuove stime della banca, un affinamento delle valutazioni precedenti, sono state elaborate in vista dei risultati del gruppo italiano in calendario per il prossimo 4 marzo, quando saranno diffusi i risultati del quarto trimestre.
Amplifon, le stime di Barclays sull'ultimo trimestre del 2025 e sull'esercizio
Negli ultimi tre mesi del 2025, secondo Barclays, Amplifon potrebbe aver registrato una crescita organica del 2,6% delle vendite a 667,5 milioni di euro (+2,3% il consensus Bloomberg).
L’ebitda adjusted potrebbe aver raggiunto i 158 milioni di euro (con un margine sulle vendite stimato nel 23,6% oltre il 23,0% del consensus) e l’utile per azione adjusted si sarebbe attestato a 0,23 euro a fronte degli 0,24 euro dell’ultimo quarto del 2024.
Le stime generali sul 2025 di Amplifon rimangono per la banca largamente in linea con il consensus. Barclays si aspetta una leggera crescita dei ricavi della società degli apparecchi acustici da 2,409 miliardi di euro nel 2024 a 2,411 mld nell’anno appena trascorso. A fronte di un consensus raccolto dallo stesso gruppo milanese a 2,413 miliardi di euro tra 12 analisti.
Per Barclays l’ebitda adjusted 2025 dovrebbe flettere da 566 milioni di euro nel 2024 a 552,6 milioni di euro, contro un consensus raccolto da Amplifon a € 549,9 mln (quindi anche la banca britannica si attende una flessione della gestione caratteristica ordinaria, ma minore della media degli analisti).
Nei 12 mesi secondo Barclays l’eps adjusted della società guidata dal CEO Enrico Vita sarebbe passato da 0,83 a 0,72 euro, esattamente in linea con il consensus.
Amplifon, le stime e le incertezze del 2026
Nel 2026 il consensus degli analisti e le stime di Barclays concordano sulla proiezione di ricavi in recupero nell’intorno dei 2,52 miliardi di euro e su un ebitda adj. in crescita a 590 milioni di euro.
Quasi in linea anche le previsioni sull’eps adjusted (€ 0,84 vs. € 0,85).
Barclays ritiene che la narrativa di mercato sul settore sarà ancora incentrata nel 2026 sulla debolezza della domanda e sulle performance relative di Amplifon.
Un report di fine 2024 commissionato dalla stessa banca d’affari negli Stati Uniti ha confermato un peggioramento dei dati sugli acquisti dei pazienti (tra rinvii e altro) con stime di crescita limate per le Americhe. Dovrebbe però fornire qualche supporto il mercato francese dove a ottobre la crescita sarebbe stata tra il 15 e il 20%. Il contesto resta quindi sfidante e la guidance 2026 potrebbe risentire con stime conservative.
Amplifon, le azioni in calo dopo i risultati dei nove mesi
Gli ultimi dati ufficiali pubblicati da Amplifon lo scorso 29 ottobre annunciavano un significativo miglioramento dei ricavi dei nove mesi (+1,8% a € 1,744 miliardi), ma con un ebitda adjusted in calo del 4,1% a 395 milioni mentre l’utile netto adj. ripiegava da 134,3 a 109,6 milioni di euro.
Il free cash flow dei 9 mesi si era quasi dimezzato da 50,6 a 28,4 milion di euro dopo capex in forte crescita a 90,2 milioni e il debito netto era cresciuto del 22% a 1,17 miliardi di euro, pur mantenendo una leva finanziaria contenuta a 2,09x.
Il mercato aveva penalizzato il titolo e nelle sedute successive non erano mancate le vendite.
Restano in campo diversi interrogativi, dall’evoluzione del mercato e della domanda – a partire dagli Stati Uniti – a quella del prodotto e della concorrenza.
Gli otorini Usa interpellati da Barclays non prevedevano ancora a novembre impatti significativi dall’incertezza macroeconomica statunitense, mentre per il 48% si aspettavano una crescita della competizione sui prezzi a seguito del lancio di nuovi prodotti. Limitati impatti dai dazi si inserivano comunque in un contesto di rinvii e domanda in indebolimento.
La preoccupazione per la concorrenza di prodotti alternativi come gli Apple AirPods 2.0 veniva minimizzata dai dottori (era cresciuta dall’8% al 12% del campione, mentre il resto non si diceva preoccupato e vedeva il prodotto più come un apripista per terapie più professionali, che come un sostituto).
Intanto però il mercato sembra interrogarsi proprio su questo genere di istanze e i dati del prossimo marzo forniranno sicuramente importanti elementi concreti di riflessione sulle prospettive di Amplifon.
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