Piazza Affari in verde ma peggiore in Europa, penalizzata dai bancari

Piazza Affari in verde ma peggiore in Europa, penalizzata dai bancari. FTSE MIB +0,1%.

Il FTSE MIB segna +0,1%, il FTSE Italia All-Share +0,1%, il FTSE Italia Mid Cap +0,1%, il FTSE Italia STAR +0,2%.

BTP stabili, spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,55% (chiusura precedente a 0,55%), lo spread sul Bund 115 bp (da 112) (dati MTS).

Mercati azionari europei positivi: EURO STOXX 50 +0,4%, FTSE 100 +1,9%, DAX +0,6%, CAC 40 +1,1%, IBEX 35 +0,6%.

Future sugli indici azionari americani in verde: S&P 500 +0,4%, NASDAQ 100 +0,4%, Dow Jones Industrial +0,3%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente (31/12): S&P 500 +0,64%, NASDAQ Composite +0,14%, Dow Jones Industrial +0,64%.

Mercato azionario giapponese in calo, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -0,68%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +1,08%, l'Hang Seng di Hong Kong a +0,89%.

Petroliferi in verde: il greggio accelera e tocca i massimi da febbraio 2020. Il future marzo sul Brent segna 53,00 $/barile, il future febbraio sul WTI 49,50 $/barile. Eni +0,6%, Tenaris +1,1%. Saipem +2,5% si conferma brillante grazie al contratto EPC siglato la scorsa settimana con Perdaman Chemical and Fertilizers per lo sviluppo del progetto Burrup Urea, sulla costa dell'Australia occidentale. Il valore complessivo del contratto è di circa 2,4 miliardi dollari e la quota Saipem ammonta a circa 1,2 miliardi.

Positiva FCA +1,1%: oggi si tengono le assemblee straordinarie di PSA e di FCA per l’approvazione del progetto di fusione che porterà alla nascita di Stellantis, quarto gruppo automobilistico mondiale. Sabato il Corriere della Sera ha riferito che l’operatività di Stellantis potrebbe partire entro la fine di questo mese.

Buone performance per gli industriali Buzzi Unicem +1,6%, STM +2,5%, CNH Industrial +1,4%, Interpump +1,2%, Pirelli +0,8%.

Sale Atlantia +0,6%: la controllata Abertis ha perfezionato l’acquisizione (in consorzio con Manulife, Abertis deterrà il 55,2%) dei tunnel Elizabeth River Crossings in Virginia, per un controvalore complessivo di circa 1 miliardo di euro. Ricordiamo che lunedì scorso il cda di Atlantia ha valutato inferiore alle attese la nuova offerta (oltretutto non vincolante) per AspI da parte del consorzio CDP-Blackstone-Macquarie. Il board ha però accettato il prolungamento della due diligence fino alla fine di gennaio 2021 ed ha confermato "la propria disponibilità a valutare un’eventuale offerta vincolante per la partecipazione detenuta in ASPI, purché, come più volte ribadito in occasione delle precedenti offerte, rispondente all’interesse sociale".

In netta controtendenza i bancari: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,1%. Unicredit -2,0%, BPER Banca -2,0%, Intesa Sanpaolo -1,6%, Mediobanca -1,4%, Bamnco BPM -1,4%.

TITOLO DEL GIORNO: ITWAY
 Itway ha accelerato al rialzo mercoledì grazie all'accordo con Mercatoria Spa in esecuzione del piano di risanamento. Mercatoria è il principale creditore del gruppo, 5,4 milioni di euro pari al 75% dell’indebitamento finanziario della capogruppo. L’Accordo prevede anche una riduzione del debito al 67% con un pagamento in 36 rate mensili a partire da giugno 2020, inoltre è prevista una ulteriore riduzione del debito al 62% in caso di rimborso anticipato al 31 dicembre 2021. Itway si è impegnata al rispetto di taluni parametri finanziari sia su base trimestrale sia su base annuale e ha concesso a Mercatoria un’opzione “call” su n. 390.000 azioni proprie allo strike price ad Euro 1 della durata di due anni, a partire dal 1° gennaio 2023. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 0,934 euro per poi scivolare poco al di sotto di 0,90 (close precedente a 0,782 euro). Un miglioramento drastico del quadro grafico si avrebbe con la rottura, da confermare in chiusura di seduta, di 0,92, massimo del 24 novembre e 38,2% di ritracciamento (Fibonacci) del ribasso dai massimi di aprile. In quel caso possibile il test dei riferimenti successivi nella scala dei ritracciamenti, il 50% a 0,99 e il 61,8% a 1,08 euro circa. Solo in caso di rottura decisa anche di area 1,10 permetterebbe di puntare al ritorno sui massimi di aprile a 1,21 euro. Sotto area 0,75 i recenti segnali di forza, come la rottura della trend line ribassista che scende dal top di aprile, verrebbero negati, rischio in quel caso di ritorno in area 0,60 euro.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici di oggi: alle 10:00 indice Markit PMI manifatturiero eurozona, alle 10:30 indice Markit PMI manifatturiero, credito al consumo e approvazioni di mutui Regno Unito.
Negli USA alle 15:45 indice Markit PMI manifatturiero e alle 16:00 spesa in costruzioni.