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Bonus ristrutturazione, fino a quando il Governo lo ha prorogato?

di FTA Online Newspubblicato: 11 giorni fa

Il bonus ristrutturazione è tra i bonus edilizi prorogati dal Governo Draghi. Vediamo cosa è cambiato nella forma e/o nella sostanza di questo bonus, chi può usufruirne e fino a quando è stato prorogato.

La maggior parte dei bonus edilizi sono stati prorogati oltre il 2021. Tra queste agevolazioni, anche il bonus ristrutturazione è stato prorogato fino alla fine del 2024.

Cosa cambia con la proroga? Sono state apportate modifiche? Vi è stata una riduzione del tetto di spesa, della percentuale prevista?

Per esempio il bonus Mobili ed Elettrodomestici, durerà fino a fine 2024, ma passerà da 16 mila a 10 mila euro nel 2022, ma nel 2023/2024 il bonus verrà ridotto a 5 mila euro.

Anche il Bonus Facciate, ha subito un ridimensionamento della percentuale dal 90% al 60%.

Ma cosa cambia nel bonus ristrutturazione? Uno dei più richiesti insieme al bonus facciate e al Superbonus 110%?

Cosa cambia nel bonus ristrutturazione con la nuova proroga del governo?

La manovra finanziaria del 2022 non introduce alcuna novità sul bonus ristrutturazione, se non una proroga fino al 2024. Nessun cambiamento è stato introdotto, invece, per quanto riguarda il tetto di spesa.

Qualche novità è stata introdotta, però, dal punto di vista burocratico. Nella manovra finanziaria del 2022 il bonus ristrutturazione è stato sottoposto ad obbligo di asseverazione tecnica e a visto di conformità, se il beneficiario decide di fuire del beneficio tramite cessione del credito o sconto in fattura.

Fino a quando è stato prorogato il Bonus Ristrutturazione?

Tra le proroghe delle agevolazioni permesse dalla legge di bilancio 2022 ci sono anche quelle riguardanti l'ecobonus, il sismabonus e il bonus verde.

Il bonus ristrutturazione è stato allungato fino alla fine del 2024, ma è rimasto identico senza subire modifche sostanziali, nè nella percentuale, nè nelle somme.

Il bonus ristrutturazione riguarda una detrazione fiscale del 50% dei costi sostenuti per ristrutturare un edificio. Di questo bonus, come già sappiamo, si può usufruire in tre modi diversi:

·       con detrazione fiscale calcolata in dichiarazione dei redditi e suddivisa in parti uguali per dieci anni;

·       cedendo il credito a terzi (come ad una banca);

·       usufruendo di uno sconto in fattura se l'azienda che farà i lavori è d'accordo.

Negli ultimi due casi, secondo il nuovo decreto  Anti-frode (DL 157/2021), volto proprio ad evitare frodi e rigonfiamenti di fatture, chi vuole beneficiare del bonus ristrutturazione con cessione del credito o sconto in fattura, è obbligato a presentare un documento di asservazione tecnica e visto di conformità. 

Quali sono le spese ammesse al bonus Ristrutturazione?

I lavori di ristrutturazione possono riguardare la manutenzione ordinaria e/o straordinaria di un edificio, lavori di restauro e risanamento, nonchè lavori di ristrutturazione di parti comuni di edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari;

ristrutturazioni dopo calamità naturali, lavori per elminare le barriere architettoniche, lavori per aumentare la sicurezza dell'edificio, per aumentare il risparmio energetico, ma anche per sostituire le porte interne.

Le spese per il bonus ristrutturazione possono riguardare anche le spese per progettazione, acquisto materiali, perizie, pagamento delle imposte, e altri costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi.

Chi può richiedere il bonus ristrutturazione?

I soggetti che possono richiedere il bonus ristrutturazione sono tutti i cittadini italiani che pagano le tasse nel nostro paese, indipendentemente dal fatto che siano residenti in Italia oppure no.

La detrazione del 50% sulle spese sostenute per la ristrutturazione può essere richiesta non soltanto dal proprietario dell'edificio, ma anche da chiunque vanti un diritto reale sull'immobile e anche dal locatario o dal comodotario.

Anche chi ha già firmato un contratto preliminare di vendita di un immobile può richiedere il bonus ristrutturazione se si trova già in possesso dell'immobile, se il contratto è stato registrato e se le spese sono state pagate dall'acquirente.

La detrazione spetta anche se i lavori sono stati fatti in proprio. In questo caso il bonus servirà a detrarre le spese di acquisto del materiale. 

Quali sono i documenti necessari per richiedere il bonus ristrutturazione?

Nella dichiarazione dei redditi bisogna riportare esattamente i dati catastali dell'edificio interessato dai lavori; inoltre bisognerà presentare i documenti riguardanti l'immobile, se mai l'Agenzia delle Entrate dovesse richiederli; la domanda di accatastamento dell'edificio, la prova del pagamento dell'IMU, delle spese di ristrutturazione, il consenso all'esecuzione dei lavori e le spese ammesse all'agevolazione.

Come pagare le spese di ristrutturazione?

Per beneficiare del bonus ristrutturazione, bisogna assolutamente utilizzare dei mezzi tracciabili e non in contanti. Un ottimo metodo di pagamento è il bonificio; nel quale bisogna riportare la causale del versamento, la data, i codici fiscali e le eventuali partite iva.

Nel caso di lavori di ristrutturazione che riguardino parti comuni di un condominio, bisognerà presentare tutti i dati sia dei condomini, sia dell'amministratore di condominio.

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