La montagna ha partorito un topolino: Borse ferme dopo il CPI, ma la calma potrebbe non durare
pubblicato:Inflazione USA perfettamente in linea con le attese e Wall Street quasi immobile: con i volumi ferragostani, però, l’apparente tranquillità può nascondere qualche insidia

Dopo tanta attesa per i dati sull’inflazione americana, la montagna ha partorito un topolino
Dopo tanta attesa per i dati sull’inflazione americana, la montagna ha partorito un topolino.
Il CPI di luglio non ha riservato sorprese e i mercati sono rimasti sostanzialmente ingessati, proseguendo quella fase di bassa volatilità che caratterizza ormai diverse sedute.
Wall Street si muove infatti con variazioni contenute: Dow Jones +0,05%, S&P 500 +0,32%, Nasdaq +0,50% e Russell 2000 +0,48%. Una reazione decisamente modesta considerando l’importanza attribuita alla pubblicazione.
L'inflazione statunitense è aumentata dello 0,10% su base mensile e del 3,40% su base annua, rallentando dal 3,50% di giugno. Anche il dato core non ha sorpreso: +0,20% mensile e +2,50% annuo. Tutte letture perfettamente allineate alle previsioni.
La composizione del dato presenta qualche elemento meno rassicurante, con un'accelerazione dei servizi core, sostenuti soprattutto dalla componente abitativa e dalle tariffe aeree, mentre i beni core sono tornati a crescere dello 0,20%. Il raffreddamento dell'energia ha invece contribuito a contenere l'indice generale.
Fed senza nuove indicazioni: ora il rischio è che l'immobilità dei mercati diventi instabile
Il CPI non sembra quindi sufficiente a modificare significativamente lo scenario della Federal Reserve.
L'inflazione rimane superiore all'obiettivo del 2%, ma gli incrementi mensili contenuti si confrontano con i segnali di rallentamento provenienti dal mercato del lavoro.
Prima della riunione di settembre arriveranno inoltre un altro rapporto sull'inflazione e nuovi dati sull'occupazione, lasciando alla Fed tutto il tempo per valutare l'evoluzione del quadro.
Anche il mercato obbligazionario ha reagito senza particolari scossoni.
Gli acquisti sui Treasury hanno determinato una moderata flessione dei rendimenti, offrendo un certo sostegno alle valutazioni azionarie. L'attenzione si sposta adesso sui prezzi alla produzione, sulle richieste di sussidi di disoccupazione, sulle aste dei Treasury e, venerdì, sulle vendite al dettaglio e sulla fiducia dei consumatori.
Il problema, semmai, è proprio l'apparente assenza di problemi. I mercati difficilmente rimangono immobili a lungo. E quando le quotazioni hanno già corso molto e non trovano nuovi catalizzatori per proseguire il rialzo, aumenta il rischio che sia il ribasso a rompere l'equilibrio.
Agosto aggiunge un'ulteriore incognita
Volumi ridotti e liquidità più sottile possono amplificare improvvisamente i movimenti, trasformando una normale presa di beneficio in una correzione molto più rapida.
Non significa che il ribasso debba necessariamente arrivare, ma questa calma ferragostana non va automaticamente interpretata come assenza di rischio.
Sul fronte settoriale, intanto, continua a distinguersi il grande tema dell'intelligenza artificiale.
I risultati societari rafforzano le aspettative sulla domanda di capacità di calcolo, infrastrutture per data center, semiconduttori e componentistica ottica. Più deboli invece energia, biotech e MedTech, consumer difensivi e media.
Ftse Mib: i 54.000 punti continuano a fare da tappo
Il grafico del Ftse Mib sintetizza molto bene questa fase. L'indice resta praticamente incollato alla resistenza psicologica e tecnica dei 54.000 punti, senza riuscire per il momento ad accelerare.
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La struttura di fondo rimane tuttavia chiaramente rialzista. Le quotazioni si mantengono sopra le medie mobili esponenziali a 50 giorni, in area 51.950, e a 100 giorni, intorno a 50.370, entrambe inclinate positivamente.
Ma il vero ostacolo non è soltanto quota 54.000. Poco più in alto transita infatti il lato superiore del grande canale ascendente che accompagna il mercato dai minimi dell'aprile 2025, attualmente in area 54.400-54.450 punti.
È questa la soglia che potrebbe fare realmente la differenza. Una rottura convincente di area 54.440 rappresenterebbe un segnale di forza molto promettente, perché porterebbe l'indice al di sopra non soltanto dei massimi recenti ma anche della parte superiore del canale rialzista di lungo periodo.
Fino ad allora, però, il mercato resta sospeso: trend rialzista intatto, ma prezzi compressi immediatamente sotto una resistenza importante. E più a lungo dura questa compressione, più è probabile che la successiva uscita dal range produca un movimento significativo.
La domanda per le prossime sedute diventa quindi molto semplice: sarà la quiete prima di un nuovo strappo rialzista sopra 54.440 oppure la mancanza di nuovi compratori finirà per innescare le prese di beneficio?
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