Borsa Italiana in rialzo, ancora denaro sulle banche

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Forti acquisti sui protagonisti del risiko, ma non solo. Ottimismo sulla tregua in Medioriente, ma i chip fanno un passo indietro

Borsa Italiana in rialzo, ancora denaro sulle banche

Seduta complessivamente positiva per i maggiori listini azionari italiani mentre al termine prevalgono le vendite sui listini europei nel contesto di una Wall Street appesantita da pesanti ribassi nel settore dei microprocessori.
Piazza Affari è sicuramente incoraggiata dal nuovo risiko bancario e finanziario mentre in Medioriente non si registrano nuovi attacchi di rilievo.
Cresce l’attesa per le riunioni della BCE del prossimo 11 giugno (dovrebbe alzare di un quarto di punto i tassi) e della Fed il prossimo 17 giugno e i dati macroeconomici in uscita vengono letti anche sotto la prospettiva dei possibili effetti sulla politica monetaria.

Stamane il saldo della bilancia commerciale cinese della Cina ha mostrato un surplus superiore alle attese mentre ha deluso la bilancia commerciale tedesca, ma la produzione industriale della Germania è cresciuta (ad aprile) dello 0,4%
Inferiore al previsto il disavanzo commerciale Usa di aprile ($ -55,9 mld) mentre le vendite di abitazioni esistenti Usa di maggio hanno superato il consensus.

A Wall Street prevale in queste ore un certo pessimismo: S&P 500 -1,01%; NASDAQ -1,72%; Dow Jones -0,49%.

Negativi i maggiori listini azionari europei: Euro Stoxx 50 -0,24%; Dax tedesco -0,95%; Cac 40 francese +0,05%, Ibex 35 spagnolo -0,25% e Ftse 100 britannico -1,36%

Leggermente positiva invece Piazza Affari: Ftse Mib +0,11%, Ftse Italia All-Share +0,11%, Ftse Italia Mid Cap -0,43% e Ftse Italia Star +0,05%

Positiva la moneta unica sul biglietto verde: EUR/USD a 1,1553 (+0,19%).

Poco mossi i titoli di Stato europei: il rendimento del BTP decennale italiano si attesta al 3,81 per cento, lo spread sul Bund si pone a 76 punti base (dati MTS).

Seduta positiva per il settore italiano del credito incoraggiato dal nuovo risiko e dalle offerte per Banca MPS (+2,63%). Il Ftse Italia Banche segna un rialzo dello 0,83% Recupera terreno il titolo di Intesa Sanpaolo (+0,91%). Il gruppo ha messo sul piatto un’offerta pubblica di acquisto e scambio non sollecitata da circa 30,6 miliardi di euro (16 azioni per ogni 10 azioni di MPS e 1 euro in contanti per ogni azione della banca senese portata in adesione) per Banca MPS.
L’offerta si contrappone a quella annunciata poche ore prima dal Banco BPM (+1,54%), che ha invece ipotizzato un’aggregazione tra pari con MPS e l’avvio di un negoziato con Piazza Salimbeni. Il deal coinvolge gran parte della finanza italiana: dalla nuova controllata di Banca MPS Mediobanca (+2,97%), che a sua volta è il primo azionista con il 13% circa di Generali (+2,13%) a Unipol (+4,67%) alleata di Intesa dalla quale si è impegnata ad acquistare, in caso di successo dell’offerta lanciata dal gruppo guidato dall’ad Carlo Messina, 625-635 sportelli che potrebbero essere poi ceduti alla sua partecipata Bper (+2,9%) creando un colosso bancario che riprenderebbe il nome di Banca Monte dei Paschi.
Negativa al termine anche Unicredit (-0,08%).

Fa bene in chiusura anche Azimut (+0,6%) che ha comunicato una raccolta da 1,5 miliardi di euro nel maggio 2026 e porta a 7,6 miliardi il totale da inizio anno.

Si rafforza in giornata l’ottimismo su una positiva soluzione della crisi del Medioriente e seguono decisi ripiegamenti delle quotazioni del petrolio greggio: in queste ore il future sul Brent segna un calo del 3,64% a 90,82 dollari al barile e il future sul WTI passa di mano a 87,48 dollari al barile (-4,18%).

A Milano debole Eni (-1,6% a € 23,125). Ieri il gruppo ha confermato il closing dell’importante joint venture Searah con Petronas in Indonesia e Malesia, oggi la controllata delle rinnovabili Plenitude ha annunciato l’avvio della produzione in un importante progetto fotovoltaico spagnolo da ben 200 MW. Arretrano con le quotazioni del petrolio anche Saipem (-0,99%) e Tenaris (-3,13%).

In pesante ribasso anche STM (-5,94%), che oggi subisce il cattivo sentiment del settore dei chip a Wall Street. In queste ore l’indice SOX di Philadelphia dei semiconduttori cede  il 4,25%

Cede alle vendite al termine anche Stellantis (-1,9%) che ha annunciato nuovi investimenti miliardari in impianti produttivi in Francia e in Germania, ma richiama più di 1,3 milioni di Jeep nel mondo per rischio incendio: sarebbero coinvolte le Wrangler e le Gladiator prodotte tra il 2021 e il 2025 e la NHTSA statunitense dovrebbe pubblicare a breve della documentazione ufficiale sul caso.

Bene Italgas (+2,79% a € 10,515) dopo la decisione di Citigroup di alzare il prezzo obiettivo sul titolo da neutral a buy con prezzo obiettivo in ascesa da 10 a 11,6 euro.

Bene anche Leonardo (+1,25%) nonostante Francia e Germania abbiano concluso, secondo il cancelliere Friedrich Merz, che non è possibile trovare un accordo su uno sviluppo comune di un jet da combattimento.

In ribasso in queste ore l’oro che passa di mano a 4.270 dollari l’oncia con una flessione dell’1,59 per cento.