Borsa Italiana, Campari le stime su Remy Cointreau scaldano le azioni

di FTA Online News pubblicato:
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JP Morgan legge spunti positivi dalla Cina per la francese. Il titolo del gruppo italiano reagisce in direzione degli ostacoli chiave di 6,50/6,10 euro

Borsa Italiana, Campari le stime su Remy Cointreau scaldano le azioni

I mercati delle azioni dei settori beverage e alcolici europei hanno evidenziato una performance positiva nella seduta odierna, con Campari che ha guadagnato il 3,6% a 5,808 euro, oscillando tra 5,596 e 5,836 euro nell’arco della giornata. Il titolo ha beneficiato della spinta positiva del comparto europeo delle bevande alcoliche, che ha visto accelerazioni diffuse tra i principali operatori del settore.

L’attenzione degli investitori è stata catalizzata dalle stime positive su Remy Cointreau, il gruppo francese specializzato nella produzione e distribuzione di cognac, liquori e altri distillati. Secondo un report di JP Morgan, le vendite nel terzo trimestre dell’esercizio 2026 sono attese in crescita, con effetti di sostegno provenienti da possibili segnali di allentamento delle restrizioni sull’alcol in alcune zone della Cina e da un ritorno delle vendite duty-free e online.

Il titolo di Remy Cointreau a Parigi ha messo a segno un rilancio superiore a +8%, fungendo da catalizzatore per l’intero settore e trascinando al rialzo anche altri gruppi come Anheuser-Busch InBev (+3,0%), Diageo (+2,0%), Heineken (+2,7%) e Pernod Ricard (+3,0%).

Il gruppo francese, noto per marchi iconici come Rémy Martin, Cointreau e altri spirits premium, viene considerato un indicatore interessante della domanda globale per i prodotti di fascia alta nel segmento degli alcolici. La società è quotata alla Borsa di Parigi e fa parte dell’indice SBF 120 del mercato francese.

Il sentiment positivo riflette un mix di fattori: oltre alle stime di vendita più robuste del previsto, vi sono prospettive di migliore performance in mercati chiave come la Cina, dove le restrizioni sono state in alcuni casi mitigate, e negli Stati Uniti, dove la domanda premium mostra segnali di resilienza. Tuttavia, gli analisti di JP Morgan invitano alla prudenza, sottolineando che i rischi di un rallentamento nella seconda metà del 2026 non sono completamente esclusi, e che il mercato del cognac resta sensibile a fluttuazioni brusche della domanda nei suoi principali mercati.

Nel complesso, la reazione positiva del settore riflette sia un miglioramento delle aspettative sugli andamenti di breve periodo delle vendite di alcolici premium sia un rinnovato interesse degli investitori verso titoli difensivi e con forte componente di marchio. Questa dinamica ha di conseguenza sostenuto anche i corsi azionari delle altre società del comparto, tra cui Campari, che ha beneficiato sia di un buon posizionamento settoriale sia di un clima più favorevole per i consumi di beni di fascia alta.

Campari, reazione verso ostacoli rilevanti

Dal punto di vista grafico, Campari si muove all’interno di una ampia area laterale costruita a partire dal minimo del 30 settembre, con: base solida in area 5,29–5,30 euro, supporto critico di medio periodo, tetto a 6,05–6,10 euro, in coincidenza con il 50% di ritracciamento del ribasso partito dal massimo di agosto a 6,83 euro.

La reazione delle ultime sedute ha riportato i prezzi verso la parte alta del range, migliorando il quadro di breve.

Sopra 5,90 euro, il mercato potrebbe tentare un nuovo attacco a 6,05/6,10, area chiave che delimita la congestione.

La rottura confermata di 6,10 rappresenterebbe un segnale di forza molto interessante, con potenziali obiettivi verso 6,80–6,85 euro, ossia il ritorno sui massimi estivi.

Nel percorso restano resistenze intermedie in area 6,25 e 6,50 euro, livelli dove è fisiologico attendersi prese di profitto o rallentamenti.

Sul fronte opposto, il quadro resterebbe costruttivo finché i prezzi si manterranno sopra 5,60 euro. Una discesa sotto questo livello aumenterebbe invece il rischio di un ritorno verso il supporto chiave di 5,30 euro, con conseguente riassorbimento del recente rimbalzo.

Il movimento di Campari va letto come un primo segnale di risveglio dopo mesi di lateralità, sostenuto da un miglioramento del sentiment settoriale e dalle indicazioni incoraggianti arrivate su Rémy Cointreau.

Il quadro resta però tecnicamente interlocutorio finché non verrà superata la fascia 6,05–6,10 euro: è lì che passa la vera linea di demarcazione tra semplice rimbalzo dentro il range e ripartenza strutturale del trend.

Danieli, un nuovo contratto scalda i corsi

Buon momento per Danieli & C. che ieri ha toccato nuovi massimi assoluti a 55,80 euro prima di flettere in area 54,20. Il titolo ha tratto vantaggio dall'annuncio del giorno precedente a mercato chiuso, relativo all'aggiudicazione di un contratto da 650 milioni di dollari (550-560 milioni di euro) da Hyundai per la realizzazione di un impianto produttivo green negli USA.

Nei giorni precedenti Danieli si era aggiudicato un'altra fornitura, questa volta al gruppo vietnamita Hoa Phat, di un nuovo laminatoio per prodotti lunghi e di una macchina di colata continua a quattro filoni da installare nella provincia di Tay Ninh. Si tratta del nono laminatoio Danieli per prodotti lunghi in funzione per il gruppo Hoa Phat, il ventiquattresimo in Vietnam.

Il grafico settimanale del titolo mostra il breakout avvenuto ad inizio settimana della resistenza a 51,50 euro. Se anche oggi i prezzi dovessero confermarsi al di sopra di tale riferimento, verrebbe inviato un segnale di continuità del trend di crescita in atto da aprile, il cui prossimo obiettivo è ipotizzabile tra 59,00 e 60,00 euro. In tale ottica appare strategico nell'immediato il superamento di quota 54,50, che per il momento ne ha invece respinto l'assalto.

Primi segnali di cedimento in caso di discese sotto 51,30, ribaditi poi dalla violazione di quota 49,00, movimento che potrebbe introdurre una correzione più corposa di tutto il suddetto rialzo.

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