eVISO, l’AI al servizio dei mercati dell’energia

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
8 min

L’ad Fracassi ci racconta storia, sfide e opportunità di una società innovativa in un settore strategico, dove la tecnologia fa sempre di più la differenza

eVISO, l’AI al servizio dei mercati dell’energia

“eVISO è una società tecnologica che opera in mercati complessi: energia elettrica, gas naturale e materie prime agricole come la frutta.
Siamo un operatore diretto che governa la complessità dei mercati attraverso una piattaforma proprietaria di intelligenza artificiale sviluppata internamente in oltre dieci anni di lavoro continuo.
Ogni anno investiamo circa 2 milioni di euro nella nostra tecnologia. Questo investimento ci permette di accedere direttamente ai mercati all’ingrosso, che superano i 100 miliardi di euro di dimensione, per generare valore.
I nostri sistemi elaborano decine di milioni di previsioni al giorno; la piattaforma esegue circa 35 milioni di operazioni mensili sui mercati e l’app My eVISO invia migliaia di alert quotidiani ai clienti”. Lucia Fracassi, co-amministratrice delegata di eVISO con il fondatore Gianfranco Sorasio, ci racconta con orgoglio la dotazione tecnologica e le sfide che la sua società affronta da anni.

“La crescita di eVISO è scalabile: siamo già strutturati per moltiplicare per dieci la potenza servita oggi.

Nel canale diretto gestiamo circa 30.000 utenze tra imprese e famiglie; nel canale reseller superiamo le 170.000 utenze. La tecnologia rappresenta il nostro asset industriale centrale e il fondamento del nostro vantaggio competitivo.

Ne è un esempio concreto l’app EVISO GIRO, che grazie alla tecnologia applicata al settore Health & Fitness trasforma gli allenamenti sportivi in energia virtuale da scontare sulla bolletta luce”.

Avete dovuto affrontare sicuramente negli ultimi mesi e negli ultimi anni tante sfide sui mercati dell’energia, dalla guerra dei prezzi dei reseller agli scossoni derivanti da tensioni geopolitiche e di mercato. Ora la guerra in Iran modifica ancora lo scenario energetico. Come è andata e cosa vi aspettate adesso?

“eVISO ha affrontato negli ultimi anni uno dei periodi più complessi della storia recente dei mercati energetici. Ne siamo usciti più solidi, grazie a una scelta strategica chiara: patrimonializzazione forte e investimenti continui in tecnologia, crescita e talenti.

Nel canale reseller abbiamo scelto una strada chiara: disciplina industriale e tutela del valore. eVISO opera come Utente del Dispacciamento da anni, con processi e controlli consolidati.

Abbiamo utilizzato in modo selettivo le nostre leve operative: nel semestre chiuso a dicembre 2025 i volumi del canale reseller sono stati pari a 373 GWh, con una gestione attenta alla marginalità, mentre il canale diretto è cresciuto del 28%, raggiungendo 296 GWh. Parallelamente abbiamo rafforzato il presidio sul gas e ampliato l’offerta.

Febbraio ha registrato volumi complessivi record pari a 1.422 GWh (902 GWh reseller; 520 GWh canale diretto), a conferma della capacità della piattaforma di scalare in contesti ad alta volatilità.

La nuova fase geopolitica, con tensioni crescenti in Medio Oriente, aumenta l’incertezza sui mercati delle commodity. In uno scenario di maggiore volatilità, la capacità di previsione, disciplina finanziaria e solidità patrimoniale diventano fattori decisivi. eVISO è strutturata per operare in contesti complessi e per trasformare la volatilità in opportunità industriale”.

In questa situazione è essenziale la dinamica dei prezzi. Nell’ultimo semestre il vostro fatturato è calato dell’8% a 155,8 milioni di euro a fronte di un prezzo nazionale dell’elettricità del 9% a 112 € €/MWh e di un gas in calo del 18% a 34 € MWh. Come è andata?

“Il fatturato riflette in modo diretto l’andamento delle commodity: nel semestre i ricavi si sono attestati a 155,8 milioni di euro (-8%), a fronte di un PUN in calo del 9% a 112 €/MWh e di un prezzo del gas in riduzione del 18% a 34 €/MWh. Il dato rilevante, però, è un altro: abbiamo contenuto l’impatto della flessione dei prezzi, riducendone l’effetto sul nostro business di circa 5 punti percentuali grazie alla crescita dei volumi nelle corrette dimensioni economiche e a una gestione disciplinata del portafoglio.

Abbiamo sostenuto il Gross Margin, compreso tra 10,0 e 10,8 milioni di euro nel periodo (pari al 6,3%–6,9% dei ricavi), dimostrando solidità operativa anche in uno scenario di compressione dei prezzi.

Contestualmente, abbiamo ulteriormente rafforzato la posizione finanziaria netta positiva, passata da 9,2 a 9,5 milioni di euro. In un contesto di forte volatilità, la nostra priorità resta la qualità della crescita e la tutela della marginalità, più che l’espansione dei ricavi nominali”.

Come avete affrontato negli ultimi anni sfide come la disruption delle supply chain, con il suo effetto valanga sui prezzi, la pandemia o la guerra in Ucraina, che ha imposto all’Europa un rapido sganciamento dal gas russo? Anche l’ultimo Decreto Energia deve costituire una sfida per voi…

“Abbiamo affrontato questi anni con un principio guida molto chiaro: rafforzare la struttura nei momenti di maggiore incertezza. Le crisi non si gestiscono inseguendo l’emergenza, si gestiscono arrivandoci preparati.

Durante la fase di massima tensione sui prezzi, quando il PUN si è moltiplicato e il mercato è entrato in forte instabilità, la nostra esposizione è rimasta sotto controllo grazie a una scelta strutturale: contratti indicizzati, gestione disciplinata del rischio e assenza di posizioni speculative su prezzo fisso.
Questo ci ha consentito di proteggere la marginalità in uno scenario estremamente volatile.

La solidità finanziaria è stata un altro fattore decisivo. Essere costantemente cash positive, avere una posizione finanziaria netta positiva, un buon rating Cerved e la trasparenza di una società quotata ci ha dato credibilità verso banche e controparti proprio nei momenti più critici. Abbiamo potuto assorbire l’impatto del meccanismo di bilanciamento e sostenere anche l’effetto della cosiddetta “tassa sugli extraprofitti” senza compromettere la traiettoria industriale.

Nel secondo semestre del 2022, nel pieno della crisi energetica, abbiamo scelto di investire: abbiamo inserito 28 nuove risorse, rafforzando competenze chiave per la piattaforma tecnologica. È stata una decisione di lungo periodo che oggi continua a generare valore.

L’evoluzione strutturale del mercato verso una quota crescente di rinnovabili — oggi oltre il 50% del mix italiano — aumenta la volatilità dei prezzi e rende ancora più centrale la capacità di previsione e di gestione dei profili di consumo. In questo contesto il nostro modello, basato su intelligenza artificiale e analisi granulare dei dati, esprime pienamente il proprio vantaggio competitivo. Gestiamo circa 100 GWh di forniture da fotovoltaico e vediamo un’espansione significativa in questo segmento.

Parallelamente abbiamo ampliato l’ambito di applicazione della nostra piattaforma: dall’analisi dei consumi delle PMI ai macchinari industriali, dai pozzi irrigui alle utenze domestiche. Ottimizzare un profilo di consumo o intervenire nei periodi di fermo impianto può generare risparmi concreti e misurabili. La tecnologia ci permette di trasformare la complessità operativa in efficienza economica.

Abbiamo inoltre sviluppato il business nel settore agritech, in particolare mele e pesche, e avviato relazioni strategiche negli Emirati Arabi Uniti, dove vi è un forte interesse per soluzioni agri-tecnologiche avanzate. È un’estensione coerente della nostra competenza nella gestione dei dati e dei flussi energetici.

Per quanto riguarda il Decreto Energia, l’impatto diretto sul nostro modello è limitato rispetto alle grandi utility integrate. Le prime valutazioni indicano effetti contenuti sul fronte fiscale. Allo stesso tempo, una maggiore articolazione del mercato può favorire operatori strutturati tecnologicamente, capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti normativi.

Infine, abbiamo recentemente lanciato un’offerta integrata dedicata ai data center, segmento in forte crescita e ad alta intensità energetica. Riteniamo che la combinazione tra gestione del rischio, previsione dei consumi e ottimizzazione dei costi possa rappresentare un vantaggio competitivo significativo anche in questo ambito.

In sintesi, ogni fase di discontinuità ha rafforzato la nostra struttura: solidità finanziaria, disciplina industriale e investimento continuo in tecnologia restano i pilastri con cui affrontiamo anche le sfide future”.

eVISO, l’AI al servizio dei mercati dell’energia

Un aggiornamento sul buyback e sulla delega per un aumento di capitale da 70 milioni di euro? Gli investitori come dovrebbero interpretare queste due misure?

“Il buyback e la delega per l’aumento di capitale vanno letti all’interno della stessa logica: rafforzare la flessibilità strategica di eVISO.

Il programma di riacquisto è stato sospeso a dicembre dopo aver raggiunto circa il 5,5% del capitale sociale. Il buyback è uno strumento industriale, non finanziario in senso speculativo. Contribuisce a migliorare la liquidità del titolo, crea disponibilità di azioni proprie per eventuali operazioni straordinarie e sostiene i piani di incentivazione azionaria, fondamentali per attrarre e trattenere talenti in un’azienda tecnologica.

La delega, valida fino al 2030, per un eventuale aumento di capitale fino a 70 milioni di euro rappresenta una scelta di preparazione, non un’esigenza immediata. Non abbiamo definito a priori la struttura dell’operazione proprio per mantenere la massima flessibilità: in caso di opportunità di crescita per linee esterne o di operazioni strategiche, vogliamo poter agire con tempestività.

Gli investitori dovrebbero interpretare entrambe le misure come strumenti complementari di gestione del capitale: il buyback valorizza e ottimizza la struttura attuale; la delega amplia le opzioni future. In un settore in fase di consolidamento, essere pronti significa poter cogliere opportunità senza dover improvvisare soluzioni finanziarie. La nostra priorità resta la creazione di valore nel lungo periodo, con disciplina finanziaria e capacità di esecuzione”.

Attualmente il mercato quota eVISO a circa 38 volte gli utili e anche l’ultimo report di novembre di Websim indicava un P/E di circa 25x: non sono prezzi scontati, ritenete che il mercato vi valuti correttamente?

“Il tema della valutazione va letto nel contesto della fase in cui si trova eVISO.

Ritengo che oggi la valutazione rifletta in larga parte il business power. Alcune aree di sviluppo – dall’agrifood ad altre tecnologie che per il momento vogliamo mantenere confidenziali – non sono ancora incorporate nei numeri di conto economico e, di conseguenza, nei multipli.

La struttura con due amministratori delegati risponde proprio a questa fase: gestione disciplinata del core business da un lato e accelerazione su innovazione e nuove verticali dall’altro. Questo ci consente di preservare marginalità e solidità finanziaria mentre investiamo su driver di crescita futura.

Guardiamo alla capacità di generare valore sostenibile nel tempo. Se continueremo a dimostrare disciplina su Gross Margin, crescita qualitativa dei volumi e solidità patrimoniale, il mercato avrà progressivamente elementi concreti per valutare l’intero perimetro industriale di eVISO”.

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