Borsa italiana in calo, male banche, difesa e AI, in recupero i petroliferi
pubblicato:Avvio di seduta in calo per i maggiori listini azionari italiani ed europei. Il ritorno già ieri degli acquisti sul petrolio conferma il pessimismo dei mercati sugli esiti dei meeting dell’Onu del presidente USA Donald Trump e forse anche su quelli del confronto con il presidente cinese Xi Jinping in corso a Washington. Pesa sicuramente la pronuncia di uno dei governatori della Fed, Michael Barr, che ha infatti esplicitamente dichiarato di ritenere probabilmente necessari ulteriori aggiustamenti dei tassi alla luce dell’inflazione superiore al 2% negli States (l’ultima inflazione PCE di luglio degli States era al 3,7%, ndr). Alla notizia hanno reagito i bond vigilantes con forti vendite sui titoli di Stato statunitensi e mondiali e un conseguente rialzo dei rendimenti che ha penalizzato di riflesso, come spesso accade anche la fiducia sui mercati azionari.
In rosso dopo performance miste dei listini asiatici i mercati europei: Euro Stoxx 50 -0,67%; Dax tedesco -0,89%; Cac 40 francese -0,79%; Ibex 35 spagnolo -0,31% e Ftse 100 britannico -0,25%
Male in avvio anche Piazza Affari: FTSE MIB -0,67%, Ftse Italia All Share -0,62%; Ftse Italia Mid Cap -0,28% e Ftse Italia STAR -0,41%
In leggero recupero la moneta unica sul biglietto verde con il cambio EUR/USD a 1,1391 (+0,08%).
Ancora forti vendite sul sovereign UE con il rendimento del BTP decennale italiano in rialzo di 7 punti base al 4,52% e lo spread a 95 punti base sul corrispondente Bund tedesco (3,57%). La conferma dell’Istat del deficit 2025 italiano al 3,1% del Pil che conferma l’Italia dentro la procedura europea per eccesso di deficit (ma dovrebbe uscirne coni dati del 2026) accende il più ampio dibattito sulla prossima manovra finanziaria e l’eventuale ricorso alla clausola di salvaguardia (che varrebbe € 14 mld per energia e 22 mld per la difesa).
Il Treasury USA decennale ha registrato il peggior rialzo del rendimento dal ‘Liberation Day’ dell’aprile 2025 e sale al 5,148% con il trentennale al 5,44% Arretra Stellantis (-1,83%) nonostante performance di vendite europee positive ad agosto con una crescita delle immatricolazioni del 3,3% nel mese: meno del mercato UE (+4,5% agosto 2026 su agosto 2025), ma Volkswagen vende il 3,2% di auto in meno e Renault il 4,3% in meno di un anno prima. Le crescita a tripla cifra di cinesi come Geely o BYD (ma anche di Tesla) costituiscono però una crescente minacci anche sul fronte di volumi (oltreché delle tecnologie).
Prevalgono le vendite sul credito: Ftse Italia Banche -0,38%. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato le ipotesi di mercato di una prossima astensione all’assemblea del 29 ottobre di MPS (-0,12%) che sarà chiamata ad approvare gli aumenti di capitale al servizio delle contro-offerte su Banco BPM (+0,06%) e su Banca Generali (-1,59%). L’ad Luigi Lovaglio di MPS ha ribadito il sostegno ai piani di Siena alternativi all’offerta di Intesa (+0,17%) su Rocca Salimbeni. Il socio forte Delfin decider in una prossima assemblea la posizione decisiva sulle offerte del Monte dei Paschi con la maggioranza richiesta dei due terzi del capitale presente.
Unicredit (-0,89%) potrebbe varare una nuova offerta sul Banco BPM con il sostegno del MEF secondo quanto riportato dal Foglio: l’operazione dovrebbe prevenire il pieno controllo della banca di Piazza Meda da parte dei francesi del Credit Agricole, che a poco meno del 30% del capitale, di recente hanno sottolineano che nel Banco BPM non si può fare nulla senza di loro e nulla contro di loro. L’operazione valutata da Unicredit coinvolgerebbe comunque i soci Francesi e potrebbe essere annunciata a breve secondo le indiscrezioni raccolte da quotidiano. Fincantieri cede il 3,02% nonostante il nuovo ordine ottenuto da Dong Fang Offshore (DFO) tramite la controllata Vard. Arretra però tutta la difesa come si nota per Leonardo (-2,75%) e Avio (-0,96%). occupare circa 1000 nuovi dipendenti.
Si registra un altro passo indietro dell’AI: STM -3,08%, Technoprobe -2,84% e Prysmian -2,16%
In controtendenza con l’apprezzamento del Brent a 104,3 dollari al barile (+1,21%) i titoli petroliferi: Eni +0,77%, Saipem +0,21% e Tenaris +1,05%
Oro in flessione di nuovo a 4.267 dollari l’oncia (-0,25%).
Il calendario macroeconomico di oggi ha visto di nuovo chiusi per festività i listini giapponesi e ospita in Europa i PMI manifatturieri e servizi di settembre. In Francia alle 09:15 l’Indice PMI manifatturiero (Set) ha deluso a 50,3 punti e l’Indice PMI servizi (Set) ha invece sorpreso positivamente crescendo a 51,4 punti. Alle 9:30 in Germania i PMI manifatturiero e servizi di settembre hanno deluso (53,8) e battuto le attese (52,9) rispettivamente. Sono seguiti i medesimi dati per l’Eurozona alle 10:00 (52,7 punti per il manifatturiero oltre le attese; 53,1 punti per il servizi oltre il consensus). Nel Regno Unito alle 10:30 arriveranno i PMI manifatturiero e servizi. Nel pomeriggio, negli Stati Uniti sono previste alle 13:00 le Domande di mutui, alle 15:45 l’Indice PMI manifatturiero (Set) e l’Indice PMI servizi (Set); alle 16:30 USA la variazione settimanale delle scorte di petrolio greggio censita dell’EIA.
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